A tre mesi dalla nascita di Pia, Mario non si è ancora fatto vivo: la neo mamma rompe il silenzio e fa nuove congetture sull’accaduto, sul ruolo dei genitori e annuncia il test del DNA
Ritorno in televisione per Raffaella Fico, dopo il lungo silenzio seguito alle minacce di querela da parte dei legali di Mario Balotelli e alla severissima lettera pubblicata dai genitori del giocatore sulla Gazzetta dello Sport.
Ospite di Stefania Toffanin nello studio di Verissimo, la neo-mamma di Pia, ha rotto il silenzio, ripercorrendo le tappe della travagliata storia con Mario, culminata con la maternità e il contemporaneo abbandono.
Nuove supposizioni, grandi incertezze, amarezza e speranze per il futuro hanno condito le parole della showgirl napoletana, ancora battagliera, ma sempre disposta a tenere la porta aperta al calciatore per il bene della figlia.
“Se lui avesse voluto il mio silenzio, non mi avrebbe chiesto il test del DNA. Anche se è stato Mario a richiedermi la prova del dna per riconoscere Pia come sua figlia, a tre mesi dalla nascita non mi ha ancora chiamato e neppure è venuto a vederla. A questo punto mi vedo io costretta a fare il test del dna e lo renderò pubblico” – esordisce la Fico, aggiungendo – “Non so cosa sia successo. C’è qualcuno che influenza le scelte di Mario. Forse qualcuno che lo segue per lavoro o in famiglia, non lo so, ma non capisco come si può fidare degli altri mentre con me ha convissuto 11 mesi. Io ho convissuto con lui, abbiamo vissuto a Manchester, progettavamo una famiglia. Ci abbiamo provato a lungo. Mi dicono che ho incastrato Mario: siamo nel terzo millennio, esistono le precauzioni. Lui l’ha voluta e poi l’ha abbandonata. Non è bello abbandonare una bambina. Se lui tornasse, lo farebbe per sua figlia. Lui non sa cosa si sta perdendo“.
Sulla lettera dei genitori di Mario aggiunge:
“Hanno pubblicato una lettera che mi ha offesa e umiliata come donna e mamma. Io li comprendo ma non condivido quello che hanno detto. Forse i genitori hanno paura di perdere il figlio ricco. Io conosco molto bene i genitori ma non ne ho mai parlato. Le foto a Napoli sono una paparazzata organizzata da lui per ripulirsi l’immagine“.
Ripercorrendo gli ultimi momenti insieme al calciatore dice:
“L’ultima volta che ci siamo visti a Napoli e mi ha chiesto di andare con lui a Manchester. Ma il giorno dopo è sparito. Si superano tante cose quando arriva una bambina, anche le cose irrispettose. Poi non l’ho più rivisto. Il giorno del parto l’ho chiamato da quando ho avuto le contrazioni dalle 15, e solo a mezzanotte mi ha risposto dicendomi che non gli interessava che avessi partorito“.
E all’attaccante del Milan, oramai legato alla modella Fanny Neguesha, lancia l’ennesimo messaggio (ancora una volta a vuoto, immaginiamo):
“Mario dovrebbe capire che la vera partita non è quella che si gioca in campo e che dura 90 minuti. La partita vera, dove si vede se un uomo è un uomo vero, è quella che vivi tutti i giorni. Mario lo sa che casa mia è sempre aperta per fargli vedere la bambina“.


