Quello che (non) ho è una tv che piace: ma con Saviano e Fazio…

Ferrara attaca Saviano mentre da destra già ci si prepara a criticare “la messa cantata della sinistra”. In realtà Quello che (non) ho è uno spettacolo che tenta di raccontare un suo punto di vista e volare alto sopra la mediocrità dei talk show

Mi immagino già un certo tipo di critiche alla trasmissione evento di Fazio e Saviano, Quello che (non) ho: è una messa cantata della sinistra, i soliti volti con le solite parole d’ordine, i radical chic con i milioni in banca che parlano di crisi e via di seguito.

Del resto, hanno iniziato prima che lo spettacolo cominciasse, con una articolo al solito banale e rancoroso di Giuliano Ferrara – uno che in tv ci può apparire solo per grazia del padrone e nonostante il rifiuto del pubblico – sulla presunta mediocrità di Saviano. Anche fosse, su quel campo l’Elefantino ci sembra davvero imbattibile.

Ma tornando alla presunta “monofonia” dello show, è vero che le voci che si sono alternate ieri sul palco (e quelle che presumibilmente si alterneranno oggi e domani) provengono dallo stesso universo culturale.

Ma questo, evidentemente, non significa che dicano tutti la stessa cosa – un universo è infinitamente grande – piuttosto sottintende un tratto comune, la tendenza a guardare il mondo dalla stessa angolazione, benché ognuno con i propri occhi.

Tutto ciò, come ci siamo sforzati più volte di chiarire, è tutt’altro che una colpa. La par condicio, il contradditorio a tutti i costi, può andar bene per le tribune elettorali o (forse) i talk show, non per uno spettacolo che ha decisamente qualche pretesa in più di informare lo spettatore sulle diverse proposte dei partiti.

Fazio e Saviano hanno l’ambizione di mettere in scena qualcosa che vada oltre l’intrattenimento domestico, qualcosa che possa forse definirsi artistico nel senso pieno del termine, qualcosa che assomigli più al teatro o a un libro che a un varietà. Uno show, appunto, che si basa sulla parola, e che racconta una sua storia, un suo particolare punto di vista. Che vuole essere più di una cassa di risonanza, di un porgi-microfono, di un moderatore o un mediatore. Sul fatto che poi ci riesca, si può anche discutere, ma intanto ha il merito di provarci. E non è poco.

(Foto – Infophoto)

Scritto da Style24.it Unit
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