Quella violenza di La Russa ad Annozero che produce e alimenta la violenza della piazza

E arrivò l’ennesima sceneggiata indecente del ministro Ignazio La Russa, che non si stanca mai di confermare il suo passato di picchiatore fascista anche oggi che ricopre, indegnamente, la carica di ministro della Repubblica. Durante la puntata di Annozero di ieri infatti, di fronte alle parole di uno dei protagonisti della protesta studentesca, è improvvisamente andato in escandescenza, alzandosi, gesticolando (forse in cerca di un manganello), minacciando e insultando il malcapitato, a cui intimava di stare “zitto”.

All’indecente comportamento del ministro ha risposto, con una maturità da vero leader politico che per una volta gli va riconosciuta, Antonio Di Pietro, che poi si è lasciato coinvolgere nella rissa ma che ha pronunciato parole molto sagge e condivisibili, censurando lo sfogo irresponsabile del ministro come segno evidente di un potere arrogante, chiuso in se stesso e indisponibile al confronto, che non fa che generare esclusione e rabbia sociale.

E dunque violenza.

Una violenza come quella di martedì scorso a Roma che non è stata opera dei soliti pochi, isolati facinorosi dei black bloc, ma che è sembrata condivisa e generalizzata, comunque tollerata dalla maggior parte dei manifestanti, espressione di  una rabbia non più contenibile. Questo cercava di evidenziare Santoro, e su questo molto civilmente hanno discusso, senza le assurde intemperanze di La Russa, persone come Casini e Nicola Porro del Giornale, non certo dei bolscevichi.

Del resto anche gli studenti in studio, più volte sollecitati dagli ospiti e dal conduttore, hanno rifiutato di prendere esplicitamente le distanze dagli episodi di guerriglia urbana, dalle vetrine rotte e dalle auto in fiamme. Ciò può anche scandalizzare e indignare, ma bisogna riconoscere che è finito il tempo dei sermoncini morali sul rifiuto della violenza.

La violenza è inaccettabile e inconcepibile in democrazia non per una diversa antropologia del cittadino, che rimane sempre l’homo homini lupus di hobbesiana memoria, ma nella misura in cui esiste un governo rappresentativo e un metodo di confronto tra le parti sociali – quello democratico appunto – libero e aperto, in cui tutti possono esprimere la propria posizione ed è possibile, attraverso una negoziazione, arrivare a delle soluzioni di compromesso.

Se il potere politico perde la sua rappresentatività, perché si regge sui voti di qualche parlamentare da marciapiede, e se il metodo di governo è quello del ministro della Difesa, basato sulla chiusura totale rispetto alle istanze sociali e fondato sul disprezzo e l’intimidazione degli oppositori, allora la deriva violenza diviene tragicamente inevitabile. O meglio: risulta alimentata e provocata – anche voluta? – dallo stesso governo.

E ieri l’ex picchiatore La Russa, che da giovane menava e lanciava molotov un giorno sì e l’altro pure, si è comportato peggio di quelli che hanno messo a ferro e fuoco il centro di Roma. Si è comportato da untore di violenza.

(In alto: il video dell’intervento di La Russa ad Annozero).

Scritto da Style24.it Unit
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