Quel cinepanettone tra Boldi e De Sica amato dal pubblico e odiato dalla critica

Leggevo della simpatica risposta di Massimo Boldi alla recensione del suo ultimo film di Natale da parte del nostro Alessio Cappuccio di Blogosfere; un invito a rispolverare l’annosa e mai risolta questione sulle divergenze tra pubblico e critica. Questione in realtà affrontata anche da Alessio, il quale pur bocciando senza appello A Natale mi sposo, evita di ergersi su “un piedistallo che nessuno ha mai offerto” e salomonicamente conclude: “Non me la sento di dare degli stupidi e rozzi a una percentuale rilevante di italiani che altro non vuole che passare un’oretta e mezza dimenticandosi dei propri guai e facendosi due risate in compagnia”.

Credo che il pensiero di Alessio sia condivisibile, ma allora rimane la domanda: possibile che ciò che viene invariabilmente giudicato dalla critica, e da una certa parte del pubblico, come immondizia inguardabile, sia invece apprezzato e goduto da tanta gente che si diverte e ripete le battute del film come un tormentone?

Forse la chiave del mistero sta nelle diverse aspettative dello spettatore. La critica e un certo pubblico di cinefili, che considera il cinema una forma d’arte, va in sala cercando un racconto per immagini artisticamente significativo, emotivamente e intellettualmente stimolante.

Se si ritrova sul grande schermo Boldi che scorreggia, evidentemente la reazione non può che essere di orrore e repulsione. Un po’ come se uno andasse all’Opéra di Parigi e assistesse alla reinterpretazione in chiave metal del Rigoletto.

Lo spettatore del cinepanettone invece – ma non è detto che parliamo di due categorie a compartimenti stagni – compra il biglietto in cerca di due orette di evasione senza pensieri, un po’ con lo stesso spirito con cui si va a prendere una birra tra amici parlando di calcio e del culo della cameriera.

Dunque chiaro che si metta a ridere di fronte al peto di cui sopra: è esattamente quello che si attende, e che magari giudica per primo demenziale e infantile, ma comunque – nell’ambito di quel contesto – divertente.

In più alle volte, in certa critica che stigmatizza l’intrattenimento di massa formato Boldi e De Sica, c’è anche un certo pregiudizio politico-culturale, non sempre infondato tra l’altro, che vede in certe caratteristiche degli spettacoli di massa dei segni di degrado civile e azzeramento culturale. Mettiamola così, finché la visione del cinepanettone non preclude l’apprezzamento di un film di Woody Allen o dei fratelli Coen, allora non c’è nulla di preoccupante. In caso contrario qualche domanda sul proprio cervello sarebbe il caso di farsela.

(Nella foto: il cast del film. Fonte: La Presse).

Scritto da Style24.it Unit
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