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L’emergenza Covid-19 non è ancora finita.
Il virus che ormai da due anni ci ha costretto a cambiare le nostre abitudini in modo radicale è mutato in una nuova variante e i virologi prevedono picchi di contagi verso metà gennaio, giusto il tempo di finire le feste.
Uno degli accessori che ci aiutano a diminuire il rischio di contagio ormai lo sappiamo, è la mascherina, per la precisione la mascherina Ffp2 di cui è appena stato raggiunto l’accordo sul prezzo calmierato.
Ultimamente vi sarà capitato di sentire e leggere più volte questo termine tra telegiornali e siti di informazione. Cosa significa?
I prezzi calmierati sono in sostanza, dei “tetti” massimi fissati per legge che non si possono valicare.
Come abbiamo già accennato, il prezzo calmierato è il frutto di una serie di accordi. La Struttura Commissariale d’intesa con il Ministero della Salute e sentito l’Ordine dei Farmacisti ha raggiunto un accordo con FederFarma, AssoFarm e FarmacieUnite per la vendita a prezzo calmierato presso le farmacie aderenti.
Le mascherine Ffp2 si possono trovare nei supermercati, nei siti di e-commerce e appunto anche in farmacia, per un prezzo che, almeno fino a questo momento variava dai 0,50 centesimi di euro ai 2,50.
Da qui l’accordo per stabilire un tetto massimo per ciascuna mascherina.
Proprio perché online si possono trovare prezzi più vantaggiosi, si alza anche il rischio di incappare in qualche fregatura, in questo caso il rischio che si corre è quello di comprare mascherine non a norma e quindi inutili per proteggersi dal virus.
È bene quindi capire prima cosa si sta cercando.
Come le mascherine chirurgiche anche le Ffp2 sono monouso (andrebbero indossate per un massimo di 8 ore consecutive, non di più) ma a differenza delle prime, che proteggono in uscita e solo in una minima percentuale in entrata, le seconde hanno un alto potere filtrante sia in uscita sia verso chi le indossa. Per essere sicuri di trovarsi davanti ad una Ffp2 a norma inoltre, bisogna cercare su di essa il riferimento alla norma tecnica EN 149:2001+A1:2009 e il marchio CE seguito da un codice a quattro cifre che indica l’organismo notificato.
Deve poi essere riportata la tipologia di protezione (Ffp2) accompagnata dall’identificazione del fabbricante. L’assenza anche solo di una sola di queste informazioni, deve indurre al dubbio di ritrovarsi di fronte ad un prodotto contraffatto.