Perchè diciamo le bugie?

Che cosa sono le bugie?

È possibile definire il bugiardo come qualcuno che ha l’intenzione di ingannare un’altra persona, senza alcuna ragione apparente.

Il bugiardo conosce la verità, ma sceglie volontariamente di non dirla.

Esistono due tipologie di bugie: le bugie egoiste e le bugie a fin di bene.

Le bugie egoiste.

Servono a dare una buona immagine di se stessi. Sono utili per proteggere la propria immagine agli occhi del proprio interlocutore. Esagerare un po’ le nostre qualità e avere cura di mascherare i nostri difetti, può essere utile per:

– Ottenere un beneficio, un’occupazione, vendere a qualcuno oggetti di cui non hanno realmente bisogno…

– Evitare una punizione (per un bambino), un conflitto o una rottura (per un adulto).

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Le bugie a fin di bene.

Sono bugie dette per non causare un dispiacere ad un’altra persona o per farle piacere.

Per esempio, evitare di dire cosa si pensa realmente degli altri, non esprimendo giudizi sull’acconciatura o sull abbigliamento.

Alcuni psicologi chiamano queste bugie difensive, perché hanno l’obiettivo di conservare inalterato il nostro rapporto con l’altra persona. Chi dice questo tipo di bugie ha paura di perdere l’affetto degli altri.

Quelli che hanno la tendenza a dire tutto ciò che pensano sono molto sicuri di se stessi e non temono di perdere l’amore degli altri.

Quanto spesso mentiamo?

Secondo uno studio americano, in media si dicono solo due bugie al giorno… Senza contare che, in particolare, si tende a mentire per rispondere ai questionari! L’obiettivo? Dare una buona immagine di sé, farsi apprezzare dagli altri. Si tratta di quella che, in psicologia, si chiama “desiderabilità sociale”.

La bugia: è un atto necessario?

E’ inutile negarlo, tutti mentiamo di tanto in tanto. La menzogna è necessaria nella vita di società, così come nelle relazioni più intime. Ma questo non significa per forza che siamo dei manipolatori diabolici! L’importante è restare coscienti dell’amoralità della menzogna. Ecco cosa distingue il bugiardo occasionale da quello cronico, che mente con naturalezza, senza farsi problemi.

Allo stesso modo, siamo continuamente costretti a confrontarci con le bugie altrui, senza per forza rendercene conto.

Spesso, inoltre, non cerchiamo di saperne di più perché temiamo la verità che queste bugie potrebbero nascondere.

Mentire per vivere meglio?

La maggior parte delle bugie quotidiane sono atti riflessi, istintivi. Le menzogne fanno parte della convenzione sociale. L’esempio più diffuso è, senza dubbio, il saluto.

Spsso salutiamo un collega o un vicino di casa con un “come và?”, a cui, nove volte su dieci, il nostro interlocutore risponde con un “va bene, grazie e tu?”. Anche quando non è per nulla così.

A volte non si dice la verità, non perchè si sia dei bugiardi, ma per semplice cordialità ed educazione.

Partiamo dal presupposto che è una questione di cortesia prendere in considerazione ciò che l’altro vuole sentire, e secondo alcuni psicologi, questa è una delle chiavi per comunicare bene.

Tuttavia, altri specialisti come lo psicoterapeuta americano Brad Blanton, sostengono il contrario. Secondo Blanton, ci si dovrebbe sbarazzare del giudizio degli altri e bisognerebbe trovare il coraggio di dire ciò che ci passa per la testa, senza alcuna censura…

L’obiettivo: far sì che le relazioni siano davvero autentiche, in modo da arrivare a conoscere meglio gli altri e noi stessi.

Nelle relazioni di coppia, soprattutto, c’è la tendenza a mentire all’inizio della relazione. Anche in questo caso, vogliamo offrire un’immagine migliore di noi stessi…

La coppia è lo scenario in cui le bugie sono più numerose. In certi casi a una vera bugia si preferisce un’omissione che non è necessariamente una mancanza di sincerità. Perché la verità e l’onestà non sono sinonimi. La bugia rivela, al contrario, un’altra verità, più essenziale agli occhi di chi si ha davanti.

Bugiardi fin da piccoli!

Per un bambino, la bugia è una fase del suo sviluppo.

Verso i 3 o 4 anni, il bambino può iniziare a raccontare bugie.

È da questo momento che non sarà più “trasparente” agli occhi dei suoi genitori. Gli adulti non potranno più fidarsi ciecamente del bambino.

In un primo momento, lo farà solo per divertirsi a testare la capacità dei genitori di scoprire la sua bugia.

Dai 7 anni, avrà sviluppato dei pensieri segreti che non dovranno essere divulgati.

Imparerà a fare delle espressioni studiate o ad esprimere emozioni false per rendere credibili le sue bugie.

Inoltre, gli insegnamenti ricevuti, lo aiuteranno a costruire bugie più complesse. In breve, scoprirà di poter dire cose diverse dalla realtà, senza aver paura delle conseguenze.

La mitomanía

Si parla di mitomania quando le bugie diventano patologiche. Le cause della mitomania si possono spesso ritrovare in uno schok emotivo, un fallimento professionale o un evento talmente negativo da essere impossibile da accettare per la persona che lo ha vissuto. Così quest’ultima si ritrova a sfuggire la realtà che la fa soffrire, inventandosi un altro mondo più sereno, fatto di bugie.

Il mitomane non è consapevole della propria turba psichica. Le persone che gli stanno accanto devono cercare di convincerlo a consultare uno specialista.

Per saperne di più

Big Little Liars è il nuovo fenomeno televisivo che ha catturato il pubblico grazie alle vicende di tre donne che si alternano tra famiglia e bugie all’interno di un quartiere tranquillo. Il cofanetto contiene tutti gli episodi della prima stagione ricchi di tradimenti e colpi di scena che vi terranno incollati allo schermo.

Mentire è diventato un meccanismo automatico nella mente umana, come illustra Giorgio Nardone in L’arte di mentire a se stessi e agli altri. In questo volume si analizza la bugia e l’origine che sta dietro alla necessità di mentire. Uno studio sul contesto che ci spinge a mentire e che fa riflettere sulle tecniche necessarie a dire la verità a noi stessi e agli altri.

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