L’incontro tenuto a Parigi tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ceo di Kering, Luca de Meo, ha messo al centro della discussione la volontà comune di rafforzare la filiera del settore moda e di sostenere le piccole e medie imprese. Presenti anche rappresentanti istituzionali, tra cui l’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro, l’incontro ha fatto emergere la necessità di azioni coordinate per contrastare pratiche illegali e fenomeni che minacciano la sostenibilità economica del comparto.
Obiettivi condivisi: consolidare la filiera e proteggere le PMI
Il dialogo ha ribadito come sia essenziale lavorare insieme per tutelare l’intero ecosistema produttivo. L’idea di un Patto Italia-Francia nasce dalla consapevolezza che Italia e Francia condividono un unico ecosistema industriale della moda, dove le reti di fornitura e il know-how artigianale sono interconnessi. L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare la capacità competitiva delle PMI, dall’altro imporre misure efficaci per arginare la concorrenza sleale e qualsiasi forma di illegalità che possa danneggiare lavoratori, consumatori e imprese.
Un fronte comune contro l’ultra fast fashion
Durante gli incontri istituzionali citati come riferimento, sono emerse preoccupazioni sul fenomeno dell’ultra fast fashion, ritenuto dannoso per la qualità dei prodotti e per la sostenibilità economica delle catene produttive. Per questo motivo, le delegazioni hanno proposto di sollecitare misure europee più incisive e di adottare strumenti di cooperazione bilaterale per tutelare il valore produttivo delle regioni italiane e francesi specializzate nel lusso e nell’artigianato.
Il ruolo strategico dell’Italia per Kering
Nel corso del confronto, Luca de Meo ha sottolineato l’importanza centrale dell’Italia per la strategia e l’identità del gruppo Kering. Ha ricordato come oltre l’80% della supply chain del gruppo sia collocata sul territorio nazionale e come circa un terzo dei dipendenti lavori in Italia. Inoltre, i marchi italiani presenti nel portafoglio di Kering — tra cui Gucci, Bottega Veneta, Brioni, Pomellato, DoDo, Ginori 1735 e Kering Eyewear — rappresentano una quota significativa del valore del gruppo e contribuiscono a generare oltre il 60% del fatturato complessivo.
Impegni di investimento e qualità del lavoro
De Meo ha confermato l’intenzione di continuare a investire in Italia con progetti volti a fare di Kering un punto di riferimento per il settore. Le basi di questi investimenti comprendono il consolidamento della filiera produttiva, il sostegno alle aziende locali e il miglioramento delle condizioni lavorative e della qualità. L’approccio dichiarato mira a coniugare crescita economica e responsabilità sociale per favorire uno sviluppo sostenibile del comparto.
Verso un coordinamento istituzionale e industriale
Dal confronto è emersa la proposta di formalizzare una cooperazione strutturata tra Italia e Francia, capace di tradursi in azioni concrete a tutela del made in Europe. Il ministro Urso ha ricordato i contatti avviati con il ministro dell’Industria francese e con il titolare delle Politiche per le PMI, il Commercio e l’Artigianato, con i quali sono già state condivise linee comuni e un documento di indirizzo per sollecitare la Commissione europea ad adottare misure più efficaci.
Strumenti possibili per la collaborazione
Tra le opzioni sul tavolo figurano accordi bilaterali per la compliance delle catene di fornitura, iniziative congiunte per la formazione specialistica e misure di contrasto al fenomeno delle produzioni illecite. L’intento è costruire una cornice normativa e operativa che tuteli la qualità, l’occupazione e la reputazione del settore moda in entrambi i Paesi, valorizzando al contempo il ruolo delle PMI e delle botteghe artigiane.
In sintesi, l’incontro a Parigi ha rafforzato la volontà di istituzioni e industria di lavorare su un fronte comune per preservare il valore della filiera moda europea. Il progetto di un Patto Italia-Francia viene ora proposto come strumento per tradurre questa volontà in politiche concrete, con un’attenzione particolare agli investimenti produttivi, alla tutela del lavoro e al contrasto dell’illegalità.
