La tutela del patrimonio naturale e lo sviluppo economico possono camminare insieme. Questa è la convinzione di Pierluigi Vinciguerra, presidente del Consiglio delle Sezioni Italia Nostra Abruzzo, che ha recentemente commentato le preoccupazioni di alcuni sindaci del Vastese riguardo al Parco Nazionale della Costa Teatina.
I sindaci vedono nel parco uno strumento superato, capace di bloccare lo sviluppo e penalizzare l’agricoltura. Tuttavia, Vinciguerra sottolinea che i parchi nazionali più virtuosi dimostrano come la conservazione del patrimonio naturale possa diventare un potente motore di crescita, occupazione, valorizzazione delle produzioni locali, turismo sostenibile e qualità della vita.
Il ruolo dei parchi nazionali nello sviluppo sostenibile
Italia Nostra esprime soddisfazione per la recente sentenza del Tar di Pescara, che ha sbloccato un iter rimasto congelato per vent’anni. La sentenza ha ordinato al Ministero dell’Ambiente di concludere entro termini perentori il procedimento istitutivo del Parco e ha imposto alle amministrazioni competenti di completare gli atti mancanti entro novanta giorni.
Vinciguerra critica le dichiarazioni di alcuni amministratori regionali e locali che definiscono il Parco un progetto superato. Secondo lui, queste affermazioni ripropongono una visione superata che contrappone tutela ambientale e sviluppo economico. I fatti, invece, dimostrano che i parchi nazionali possono promuovere crescita, occupazione e turismo sostenibile.
La proposta di riforma della legge quadro sulle aree protette
Italia Nostra ha avviato un percorso nazionale di aggiornamento della legge quadro n. 394/1991 sulle aree protette. L’obiettivo è adeguare la normativa alle nuove sfide poste dalla Strategia europea per la Biodiversità 2030, dal Regolamento europeo sul Ripristino della Natura, dalla Rete Natura 2000 e dalla riforma costituzionale che ha introdotto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica.
La proposta di riforma supera definitivamente l’idea del Parco come semplice insieme di vincoli. I Parchi devono essere infrastrutture ecologiche del Paese, fondate sulla partecipazione delle comunità locali, sul ruolo della ricerca scientifica, sul coordinamento della pianificazione territoriale e sulla valorizzazione delle attività economiche compatibili.
Il rischio del consumo di suolo e della frammentazione degli habitat
Vinciguerra sottolinea che il vero rischio per la Costa Teatina non è il Parco, ma il progressivo consumo di suolo, la frammentazione degli habitat, la perdita di identità del paesaggio e uno sviluppo privo di una visione di lungo periodo.
Le campagne di disinformazione che alimentano paure infondate e contrappongono cittadini e operatori economici alla tutela del territorio sono ancora più incomprensibili alla luce di questi rischi. La conservazione del patrimonio naturale può diventare un potente motore di crescita, occupazione, valorizzazione delle produzioni locali, turismo sostenibile e qualità della vita.
I parchi nazionali possono promuovere crescita, occupazione e turismo sostenibile, e la riforma della legge quadro sulle aree protette è un passo importante in questa direzione.



