Chi era Paolo Borsellino: curiosità sul martire della mafia

Biografia e curiosità sul magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nell'attentato di Via D'Amelio.

Il nome di Paolo Borsellino è rimasto per sempre legato alle sue azioni da magistrato, grazie alle quali l’Italia ha potuto riconoscere e saper identificare il fenomeno mafioso nella sua ampiezza. Il giudice siciliano è stato vittima del tragicamente noto attentato di via D’Amelio, durante il quale ha perso la vita insieme a cinque agenti della scorta.

Paolo Borsellino

Il magistrato Paolo Borsellino è nato a Palermo il 19 gennaio 1940. Frequenta il liceo classico della sua città per poi studiare Giurisprudenza all’Università. Nel 1963 partecipa al concorso per diventare magistrato e diventa il più giovane d’Italia a svolgere quella mansione. È il 1975 quando inizia a lavorare presso l’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo. Qui lavora con il capo Rocco Chinnici, ucciso in seguito anche lui in un attentato di stampo mafioso.

Chinnici istituisce un pool antimafia per combattere assiduamente ed arduamente la criminalità organizzata: qui Borsellino lavora insieme al suo amico d’infanzia, il magistrato Giovanni Falcone, che verrà ucciso nella strage di Capaci pochi mesi prima del collega Paolo. Grazie alle confessioni del pentito di mafia Tommaso Buscetta, Falcone e Borsellino lavorarono ad un maxiprocesso. In questo periodo i due magistrati insieme alle loro famiglie vengono trasferiti all’Asinara per scrivere l’ordinanza del processo.

Nel 1986 si svolge il famoso processo a Palermo, in un’aula bunker appositamente costruita per ospitare i 457 indagati per mafia. Lo stesso anno si trasferisce a Marsala per svolgere l’impiego di Procuratore della Repubblica, dove si occupa anche della Strage di Ustica. Ritorna poi alla Procura di Palermo nel 1992.

La morte

Il 23 maggio 1992 accade l’evento che sconvolge l’Italia: Giovanni Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta muoiono per un attentato avvenuto sull’autostrada all’altezza di Capaci.

Borsellino era già da tempo nel mirino della mafia per un attentato alla sua vita, come avvenne per Falcone.

Il 19 luglio 1992, due mesi dopo la morte del collega e amico Giovanni Falcone, Paolo Borsellino muore a causa di un attentato mafioso. Il magistrato stava andando a casa della madre, in via D’Amelio, quando esplode un’automobile imbottita di tritolo che uccide il giudice e cinque agenti della scorta. La famiglia di Borsellino rifiuta i funerali di Stato, accusando quest’ultimo di non aver saputo proteggere suo marito.

Il film su Paolo Borsellino

Numerosi i film dedicati alla biografia e alle azioni del magistrato antimafia Paolo Borsellino. Il più noto è sicuramente la miniserie televisiva intitolata Paolo Borsellino, nella quale nei panni del magistrato ritroviamo l’attore Giorgio Tirabassi mentre Ennio Fantastichini interpreta il giudice Falcone. La serie è andata in onda nel 2004 per la regia di Gianluca Maria Tavarelli ed ha avuto grande successo.

Scritto da Megghi Pucciarelli
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