Omicidio Chiara Gualzetti, aperta un’inchiesta dopo il selfie del killer

Il padre di Chiara Gualzetti aveva denunciato il selfie ai carabinieri, individuando in uno dei due ragazzi l'omicida reo confesso di sua figlia

Dopo il presunto selfie del reo confesso omicida di Chiara Gualzetti è stata aperta un’inchiesta dalla Procura dei minori al momento senza ipotesi di reato.

Omicido Chiara Gualzetti, la perizia al processo

Lo scorso venerdì, nel corso del processo con rito abbreviato per l’omicidio di Chiara Gualzetti, una perizia disposta dal tribunale ha stabilito che il ragazzo – all’epoca sedicenne – che ha confessato il delitto è pienamente capace di intendere e di volere.

Il selfie oltraggioso della memoria di Chiara Gualzetti

Non è stata questa però la notizia che ha avuto maggior risalto sui giornali ma quanto accaduto in un contesto diverso dall’aula del tribunale. Un ragazzo, che si trova attualmente in un carcere minorile, ha infatti pubblicato su Instagram un selfie che lo ritrae insieme ad un altro giovane che fa il segno della vittoria. Un giovane che, secondo il padre di Chiara, sarebbe proprio l’assassino reo confesso di sua figlia.

Del resto quanto scritto a corredo del selfie sembra lasciare pochi dubbi: “Sono andato dai carabinieri perché ritengo offensive le cose che sono state pubblicate. Non mi pare normale che dei detenuti possano avere i cellulari e possano pubblicare quello che vogliono sui social. C’è una persona in galera che pubblica un commento del genere, che dice “se una persona è depressa e vuole morire ca..i suoi” ha affermato il padre di Chiara che ha affidato il suo sfogo all’edizione bolognese de La Repubblica, augurandosi dei provvedimenti seri in tal senso.

Aperta un’inchiesta

La questione – che ha ovviamente avuto un notevole risalto mediatico – è arrivato sul tavolo del ministero della Giustizia. Il dipartimento di giustizia minorile, guidato da Gemma Tuccillo– come anticipa Repubblica – ha chiesto approfondimenti ai vertici dell’istituto bolognese. E sulla vicenda ha aperto un’inchiesta la Procura dei minori, al momento senza ipotesi di reato.

Il selfie con il tablet in dotazione

Da quanto ricostruito, quattro giorni fa, il ragazzo che ha pubblicato il selfie stava facendo una videochiamata con la sorella quando alle sue spalle è comparso l’altro ragazzo.Si dovranno approfondire ora tutti i dettagli per capire come sia possibile che l’immagine corredata dei commenti sia stata pubblicata sui social corredata delle frasi offensive che hanno aggiunto altro dolore ai genitori della ragazza assassinata poco più di un anno fa. Tutto sarebbe avvenuto per mezzo di uno dei tablet che sono in dotazione ai detenuti per fare le videochiamate con i parenti a casa

“Congelato tutti i dispositivi a disposizione”

” Abbiamo congelato tutti i dispositivi che vengono messi a disposizione dei detenuti per le videochiamate con i parentie per le lezioni e gli esami universitari. Stiamo facendo approfondimenti. Capisco cosa può aver provato il padre della ragazza, è una cosa molto spiacevole” ha affermato la procuratrice dei minori Silvia Marzocchi nella dichiarazione riportata sempre da La Repubblica.

Scritto da Vera Monti
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