Nicola Cosentino salvato dalla Lega: la nuova opposizione patacca

L’opposizione patacca della Lega sembra buona solo per le carnevalate in Parlamento, ma poi sulle questioni importanti torna a cuccia e salva Nicola Cosentino dall’arresto.

Mi è già capitato di scrivere che la Lega Nord è ormai diventata un partito di plastica come e più della vecchia Forza Italia e del Pdl.

Per anni ci hanno raccontato la balla, avvalorata anche dai soliti esperti da talk show portatori sani di luoghi comuni, del movimento legato al territorio, che vinceva perché vicino alla gente; come se per stare vicino alla gente bastasse organizzare qualche sagra della polenta o qualche fiaccolata contro gli immigrati.

In verità la Lega è più di tutti un partito d’opinione, che trova sui media il proprio spazio naturale, attraverso l’ossessiva riproposizione di temi forti quali la lotta all’immigrazione e l’autonomia delle regioni settentrionali, soprattutto autonomia fiscale – ché della presunta Padania e del dio Po non gliene frega niente a nessuno.

Ma quasi più dei temi, in questi anni, ha contato come la Lega si è saputa presentare, la sua strategia di comunicazione, tutta basata sulla radicalità e l’estremismo, sulle pernacchie e le frasi choc, sui gestacci e il razzismo neppure tanto velato. Con un solo obiettivo: quello di presentarsi come il movimento dei duri e puri, che non le mandano a dire, lontano dai giochini dei palazzi del potere romano.

Dove stia la fregatura neanche sto a spiegarlo, nel senso che parliamo di un partito che ha governato quasi ininterrottamente negli ultimi dieci anni con Silvio Berlusconi, votando qualunque schifezza – comprese le leggi ad personam –  occupando qualsiasi poltrona occupabile e dimostrandosi più fedele al Cavaliere dello stesso Pdl. Alla fine risultati prodotti per il Nord, zero; a parte una specie di aborto di federalismo fiscale che si è già capito essere funzionale solo ad aumentare le tasse.

Ora, col governo Monti, la Lega sputtanata cerca di rifarsi una verginità – e di riconquistare i voti in libera uscita – vestendo i panni degli oppositori estremi senza paura e senza macchia. E dunque vai con le solite carnevalate a favore di telecamera, con il parlamento ridotto a stadio tra striscioni e fischi, con Bossi che dà della “pecora” a Berlusconi e Maroni che ringhia sulla fine dell’alleanza con il Pdl.

Poi però, quando dal fumo bisogna passare all’arrosto, come al solito la Lega torna a cuccia. Ieri, per esempio, ha votato insieme al Pdl (alla faccia della fine dell’alleanza) per rimandare il voto sull’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino, il pidiellino di Casal di Principe, accusato di essere il referente politico del clan dei casalesi. Senza vergogna.

(In foto: Cosentino).

Altri link:

Camorra, blitz controi  casalesi: chiesto l’arresto per Cosentino

Lega Nord, il volantino per l’indipendenza della Padania 2012

Manovra Monti, sull’IMU la Lega chiede la disobbedienza civile

Scritto da Style24.it Unit
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