Vediamo assieme lo sketch di Crozza a Ballarò: cosa non va nella satira?
Saprete tutti del naufragio della Costa Concordia, a meno che non viviate in una caverna platonica. Come potrete ben capire, non è questo lo spazio per trattare di una vicenda drammatica e luttuosa, su cui in questi giorni si sta speculando in maniera indegna.
Interessa però trattare un argomento che tocca da vicino il mondo dello spettacolo e dei media, ovvero l’incapacità dei suddetti di approcciarsi ad un fatto di cronaca – nera, anzi nerissima – evitando di cadere nella trappola del metaforismo, della spettacolarizzazione, dell’enfasi fuori luogo, dell’allegoria demagogica.
Intendiamoci (arriva un preambolo autobiografico di dubbia utilità): l’Italia è il luogo in cui sono nato e risiedo, ma poco altro. Penso sia un Paese condannato sin dalla nascita sfortunata, gravato da peccati originali mai lavati e da malattie che continuano a incancrenirne la polpa; per il sottoscritto Garibaldi è una figura ambigua, un trancio di pizza un buon pasto ma non motivo di orgoglio, il tricolore lo scenario cromatico di un piatto di pasta al sugo, l’Inno di Mameli una pessima marcetta da osteria.
Ora, con tutto il disinteresse che posso provare per il Paese, qualcuno mi spiega perché gli Italiani sono del tutto incapaci di prendere le cose per come sono? Incapaci di valutare un quadro senza gonfiarsi il petto perché il pittore ha calcato lo stesso suolo? Incapaci di accusare se stessi dei peggiori difetti, quando questi sono semplicemente universali?
Incapaci di commentare le telefonate tra il Comandante Schettino e il Capitano De Falco senza uscirsene con metaforoni sull’Italia migliore, peggiore, uguale, diseguale, Berlusconi, Monti e il Padreterno? Incapaci di comprendere che al mondo c’è chi sbaglia (per una ragione che non conoscono) e c’è chi esegue il proprio dovere (forse non per eroismo)?
Perché devo sentire Maurizio Crozza, di solito un comico dalle notevoli capacità, infilare una serie di baggianate retoriche, peraltro con tono di voce accorato, dimentico della morte di tante persone, solo a uso ridere. Diritto di satira sì, sempre. Diritto di banalità no. Per favore no.
LINK UTILI
Naufragio Costa Concordia: l’audio delle telefonate tra Schettino e la Capitaneria.
Naufragio Costa Concordia, il comandante disse al cameriere: “Guarda la tua isola”.
Naufragio Costa Concordia: comandante Schettino coordinava l’evacuazione dalla riva.
Naufragio Costa Concordia, Foschi: “Errore umano, siamo parte lesa”.
Vinci Crociera: una pubblicità sul Gazzettino fa discutere il web.
Naufragio Costa Concordia: la tragedia vista da Twitter.
Naufragio Costa Concordia: gli aggiornamenti su Facebook.
Naufragio Costa Crociere: una tragedia 100 anni dopo il Titanic.


