Maradona, testimonianza dell’amico: “Era morto sul letto ancora caldo”

Stefano Ceci, uno degli amici più cari di Diego Armando Maradona, ha testimoniato quello che è accaduto il giorno della morte del campione.

Stefano Ceci, uno degli amici più cari di Diego Armando Maradona, ha testimoniato quello che è accaduto il giorno della morte del campione. 

Diego Armando Maradona, testimonianza dell’amico: altre novità sulla morte del campione

Il 30 ottobre 2021 Diego Armando Maradona avrebbe compiuto 61 anni.

Il campione continua a vivere nel cuore di tutti coloro che lo hanno amato, con tanta tristezza per come ha vissuto i suoi ultimi giorni. Le circostanze della sua morte hanno colpito tutti e ci sono state diverse accuse nei confronti di chi ha permesso che il più grande calciatore morisse in totale solitudine, in modo tragico, circondato da persone estranee che invece di curarlo lo hanno accompagnato alla morte.

Diego Armando Maradona, testimonianza dell’amico: “Lui era morto sul letto, ancora caldo, e c’era chi gli svuotava il frigorifero”

Stefano Ceci, uno dei più grandi amici di Diego Armando Maradona, che ha condiviso con lui gran parte della sua vita, è molto addolorato e arrabbiato per quello che è accaduto. Ceci, accusato dai figli del caciatore per via dei diritti di immagine che Maradona gli aveva concesso per qualche marchio, ribatte le accuse con grande convinzione.

Ma io ho vissuto per vent’anni insieme a Diego, ho tutte le prove dei nostri contratti, infatti ho sempre vinto in tribunale e non temo certo i parassiti che sfruttavano Maradona da vivo, e vogliono sfruttarlo pure da morto” ha dichiarato. “Le accuse degli eredi? Miserabili. Eppure continuo a mandare bonifici pari al 50 per cento di ogni affare concluso, come voleva Diego. Lui era lì sul letto, morto e ancora caldo, e c’era chi gli svuotava il frigorifero. Si sono fregati pure le cose da mangiare” ha dichiarato Ceci a Repubblica. 

Diego Armando Maradona, testimonianza dell’amico: “Ha avuto tutto e non ha avuto niente”

Gli hanno fatto cambiare quattro case soltanto nell’ultimo anno, le signore figlie, per poi mandarlo a morire nella jungla. A Napoli c’è un proverbio che dice: il morto lo piangono tutti, ma nessuno se lo vuole portare. Quando lo vidi per l’ultima volta, Diego era nel ritiro del Gimnasia, la squadra che allenava. Aveva giocato a pallone, ma non c’era acqua calda per lavarsi: lo aiutammo io e Christian Jorgensen, il suo assistente. Scaldammo l’acqua sul gas della cucina, non c’era nemmeno lo shampoo. Ecco come viveva Diego. Quando sento dire ‘ma come è morto?’, io rispondo: non è morto così, è vissuto così, solo come un cane. Ha avuto tutto e non ha avuto niente” ha dichiarato l’amico di Maradona.

Scritto da Chiara Nava
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