L’esplosivo piano di Bazil: ironia da cartoon e poesia nel nuovo film di Jeunet

Chi si ricorda Amélie Poulain, la giovane idealista che cercava di rendere felici tutti trascurando se stessa? Probabilmente la maggior parte di voi, fu un film che ebbe un successo enorme e divenne un caso mondiale, per ragioni giuste o sbagliate che fossero.

Personalmente mi piacque moltissimo, per la caratterizzazione veloce e sbarazzina della protagonista e dei personaggi, per la vena di malinconica letizia che permeava il racconto e per tutta le serie di trovate, di sceneggiatura o di regia, che costellavano la pellicola; certe ingenuità di piccola entità, viceversa, le perdonai perché le presi come ben intenzionate e tutto sommato trascurabili.

Qualche anno dopo venne “Una lunga domenica di passioni”, che proseguiva sulla falsa riga di Amélie, non solo perché il regista, Jean-Pierre Jeunet, si era portato dietro la stessa attrice protagonista Audrey Tautou, ma anche perché riprendeva lo stesso gusto affabulatorio per il racconto e per l’accumulo aneddotico.

Il tono però era molto diverso e prevaleva un registro drammatico e avventuroso, spesso inframmezzato dal sorriso, che non veniva dissipato neanche dal finale.

Ed ecco che, con colpevole ritardo distributivo, arriva in Italia anche l’ultimo film del regista, “L’esplosivo piano di Bazil”, libera traduzione dell’originale “Micmacs à tire-larigot” – mi si dice sia un’espressione francese che significa “Casino a più non posso”, o qualcosa di simile.

Il film è interpretato, tra i tanti, da Dany Boon, consacrato attore comico, che non disdegna parti drammatiche, conosciuto dai più per “Giù al Nord” (esatto, proprio la pellicola di cui “Benvenuti al Sud” con Claudio Bisio è il remake nostrano).

L’opera di Jeunet, ve lo svelo subito per liberarvi dalle tensione che sicuramente vi attanaglia, è un ottimo film che riprende una comicità di tipo slapstick, ovvero costituita da gag principalmente fisiche, mute, molto insistite e che lavorano tantissimo sulla gestualità.: un antecedente stilistico lo si ritrova nel primo film del regista, Delicatessen. Le varie sequenze, poi, sono zeppe di idee e di invenzioni figurative, frutto di una creatività surreale e spensierata: la storia narra infatti il tentativo di vendetta del protagonista, Bazil, nei confronti di due boss a capo di multinazionali dedite alla produzione di armi da fuoco, ree di aver causato la morte del padre e aver coinvolto lui in una sparatoria quasi mortale. Ad affiancare e supportare Bazil nella sua lotta tutta una serie di personaggi caratterizzati in maniera esagerata e divertentissima: la contorsionista fragile e delicata, la piccola calcolatrice, l’etnologo che si esprime solo per frasi fatte, l’inventore eccentrico che usa solo pezzi di scarto, l’uomo-missile e tanti altri.

Come si può ben intuire, il riferimento costante del film – nonostante la tematica seria del mercato bellico – sia come tono che figurativamente è quello del cartoon (con la fotografia, di Tetsuo Nagata, virata su una sfumatura ambra-seppia, come se si trattasse di uno sketch d’animazione d’epoca). 

Ma, insomma, vi chiederete voi, dopo tanto descrivere, qual è l’esperienza che si ricava dalla visione? Rispondo io: di assoluto godimento. Perché è un’opera che, un po’ come L’illusionista uscito qualche tempo fa, trasuda da ogni fotogramma amore e passione per il cinema. Potrebbe persino essere un film muto, con qualche accorgimento, tale e tanto è il lavoro fatto sul linguaggio cinematografico: tutto ciò che è essenziale al racconto passa infatti attraverso le immagini e le connotazioni di ogni azione sono immediatamente percepibili, come accadeva prima del 1927, prima dell’avvento della tirannia della parola. In più, sempre come il cartoon francese citato sopra – anche se in modo minore -, vi è una  riuscita ricerca del dettaglio poetico, che però non scade mai nel melenso, né nel sentimentale.

Non per screditare gli altri avversari, ma quest’anno, se volete andare a vedere un film a Natale, magari accompagnati da bambini un attimo cresciuti, io vi consiglio di tuffarvi a bomba su questo film!

Scritto da Style24.it Unit
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