Legge di bilancio 2021, ecco qual è lo spazio riservato alle donne

Quanto spazio hanno avuto le donne nella legge di Bilancio 2021? Tante proposte in loro favore non sono passate ma c'è qualche novità positiva.

Niente riduzione della tampon tax e pochissimi incentivi per contrastare la violenza di genere. Nella legge di Bilancio 2021 lo spazio riservato alle donne e alle tematiche femminili è molto scarso: le proposte di emendamento che prevedevano riforme in questo senso sono state bocciate.

E intanto il tasso occupazionale femminile è sceso e i femminicidi continuano.

Legge di bilancio 2021, poco spazio alle donne

Due sono i temi che sarebbero dovuti essere maggiormente considerati nella Legge di Bilancio 2021: la riduzione della fatidica tampon tax, già oggetto negli anni di diverse proposte di abolizione ma che non hanno mai avuto successo, e l’aumento degli strumenti di sostegno a favore delle vittime di violenza di genere.

Per quanto riguarda il primo aspetto, la lotta alla tassa del 22% sui prodotti di igiene femminile è stata promossa da diversi esponenti politici come Laura Boldrini, Diana De Marchi, da personaggi dello spettacolo ma anche da associazioni come WeWorld e Onde Rosa. A novembre scorso proprio queste associazioni avevano presentato la proposta di abbassamento dell’IVA sugli assorbenti al 5% e, in particolare WeWorld, aveva rivisto le stime fatte dal governo per questa riduzione passando dai 300 milioni indicati dal Ministero dell’Economia a 72 milioni.

Per mancanza di fondi però, la proposta non è passata e gli unici prodotti femminili sottoposti a sgravio rimangono gli assorbenti compostabili o lavabili.

Riguardo invece all’aspetto della violenza di genere, era stato chiesto da Cittadinanzattiva e da una settantina di altre associazioni e organizzazioni un rafforzamento dell’assistenza domiciliare. Tale misura sarebbe stata finanziata con i 40 milioni di euro ottenuti dall’aumento della tassazione sul tabacco riscaldato, ma anche questa è stata bocciata. Così come l’emendamento per l’istituzione di un fondo che garantisse l’assistenza legale a spese dello Stato in tutte le fasi processuali per le vittime di violenza, cosa che il patrocinio statale gratuito non copre totalmente. E intanto i femminicidi sono all’ordine del giorno, sia in queste prime settimane del 2021 sia nel 2020, anno terribile per le violenze domestiche con un aument0 delle chiamate ai centri antiviolenza, in particolare durante il primo lockdown, del 73%. A conferma di ciò, l’anno scorso l’incidenza delle donne nel totale degli omicidi è stata del 40,6%. La più alta di sempre.

C’è, dunque, qualche nota positiva per le donne nella legge di Bilancio 2021? In via sperimentale è stato elevato al 100%, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, (in luogo del 50% senza soglia massima annuale), lo sgravio dei contributi a carico del datore di lavoro, compresi i premi INAIL, per le assunzioni delle donne lavoratrici over 50 disoccupate da oltre 12 mesi e delle donne prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti. Il datore di lavoro, per aver diritto all’esonero, deve assumere la lavoratrice con contratto a tempo indeterminato. Un occhio di riguardo, in questo senso, c’è stato anche per le donne vittime di violenza. Sarà esteso alle nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato, a decorrere dal 1° gennaio 2021 e non oltre il 31 dicembre 2021, lo sgravio della legge 205/2017. Insomma, qualche provvedimento per ora c’è stato, la speranza però è che le donne occupino un posto sempre più preponderante nell’agenda di Governo.

Scritto da Evelyn Novello
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