La Francia ha compiuto un passo significativo nella lotta contro l’ultra-fast fashion approvando una legge che mira a regolamentare le piattaforme online come SheinTemu e AliExpress. Questa normativa, presentata per la prima volta due anni e mezzo fa, introduce una serie di misure innovative che potrebbero cambiare radicalmente il panorama della moda a basso costo.
L’obiettivo principale è ridurre l’impatto ambientale di un settore che produce abiti indossati solo poche settimane prima di essere buttati via. La legge introduce una tassa per ogni capo prodotto in serie con un importo destinato ad aumentare nel tempo. Entro il 2030, questa tassa potrebbe raggiungere i 20 euro per capo fino al 50% del prezzo del prodotto.
Le misure concrete della nuova legge
La normativa francese prevede diverse misure concrete per contrastare l’ultra-fast fashion. Innanzitutto, una parte delle tasse raccolte sarà destinata alle aziende di raccolta e riciclaggio dei rifiuti tessili promuovendo così un’economia più circolare. Inoltre, la legge vieta la promozione di questi marchi anche tramite i contenuti degli influencer sui social media.
Le pubblicità di queste aziende saranno regolate in modo simile a quelle di alcolici o sigarette. Le aziende dovranno pubblicare sui propri siti messaggi che promuovano un consumo moderato oltre a consigli per riparare e riutilizzare i vestiti.
Le reazioni e le critiche
La legge ha suscitato reazioni contrastanti. Shein ad esempio, ha dichiarato che alcune disposizioni del disegno di legge «sembrano presentare delle incongruenze con il quadro normativo europeo applicabile in materia di servizi digitali e commercio elettronico». Alcuni parlamentari, tuttavia, hanno criticato il provvedimento per aver risparmiato aziende europee e francesi come Zara e Kiabi.
Charles Fournier, deputato dei Verdi, ha sottolineato come il testo originale sia stato «notevolmente ridimensionato», sostenendo che marchi come Zara e H&M «non sono diventati modelli di moda sostenibile». Anche Stop Fast Fashion una coalizione di organizzazioni, ha espresso forti perplessità su quella che ha definito una versione «fortemente edulcorata» rispetto alla proposta iniziale.
Il futuro dell’ultra-fast fashion in Europa
La Francia sta portando la battaglia contro l’ultra-fast fashion anche a livello europeo. Il governo francese ha avviato un’azione legale a Bruxelles contro le aziende di fast fashion provenienti dalla Cina, come Shein e Temu. Questa mossa potrebbe avere ripercussioni significative sul mercato europeo, spingendo altre nazioni a seguire l’esempio francese.
In un discorso prima del voto, Serge Papin ministro per le piccole imprese, ha dichiarato: «I loro nomi, sconosciuti fino a tre anni fa… sono ormai sulla bocca di tutti in Francia: TemuShein e AliExpress. Ciò che è in gioco oggi non sono solo i vestiti, ma il modello sociale che vogliamo difendere».
La legge deve ancora essere promulgata dal presidente per poter entrare in vigore. Tuttavia, il messaggio è chiaro: la Francia è determinata a combattere l’ultra-fast fashion e a promuovere un modello di consumo più sostenibile.



