Continuano le indagini sul caso che sconvolse l’Inghilterra
È stato pubblicato dal Sunday Times il biglietto di spiegazioni di Jacintha Saldanha, l’infermiera del King Edward VII Hospital di Londra che nel dicembre dell’anno scorso si tolse la vita in seguito a uno scherzo che rischiava di comprometterne la carriera.
Autori della burla radiofonica i DJ australiani Mel Greig e Michael Christian, speaker della stazione 2DayFM. I due riuscirono a spacciarsi per la Regina Elisabetta e il principe Carlo allo scopo di ottenere delle informazioni riservate sullo stato di salute di Kate Middleton, in quel momento ricoverata in ospedale per un disturbo durante i primi mesi di gravidanza.
La 46enne di origini indiane rispose al telefono e, non riconoscendo l’imitazione delle voci, passò la chiamata a un’infermiera che si occupava della duchessa di Cambridge, la quale rivelò dettagli di natura privata e confidenziale. La notizia ovviamente fece il giro del mondo e, dopo tre giorni, il 7 dicembre, la Saldanha venne trovata morta. Si era impiccata, lasciando soli il marito e i due figli di 17 e 14 anni.
Come si diceva poco sopra, nel messaggio lasciato dalla donna, rivolto a colleghi e responsabili della struttura ospedaliera, i due conduttori sono esplicitamente accusati del gesto fatale:
“Per favore accettate le mie scuse. Mi dispiace davvero. Grazie a tutti per il vostro supporto. Ritengo responsabili i due DJ australiani Mel Greig e Michael Christiani per questo atto. Per favore, fate pagare loro il mutuo della mia casa. Mi dispiace, Jacintha“.
Le indagini sull’accaduto sono ancora in corso e, mentre la Greig si è detta disposta a rispondere a qualunque domanda degli inquirenti, i proprietari della radio si sono offerti di pagare 350mila sterline alla famiglia dell’infermiera come fondo fiduciario per i ragazzi.
La Saldanha, da quanto è stato riportato dalla stampa indiana, aveva già provato a togliersi la vita nel dicembre del 2011, allorché aveva ingerito un grande quantitavo di pillole durante un viaggio in India con la famiglia. Sopravvissuta per miracolo, ci aveva riprovato nove giorni dopo gettandosi nel vuoto da un edificio. Era quindi stata ricoverata e sottoposta a terapia intensiva e aveva infine ricevuto assistenza psichiatrica.
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