Il Tg1, il delirio di Renato Brunetta e lo strano caso dei servi che censurano i padroni

Ormai dal Tg1 di Augusto Minzolini ci si può aspettare qualsiasi cosa, ma il caso di un telegiornale di regime che censura gli stessi esponenti del regime potrebbe costituire un vero inedito, un unicum nella storia dell'informazione degno di finire nei manuali di comunicazione politica.

I fatti: il ministro Renato Brunetta, rivelando ancora una volta i nervi tesi del governo, sabato pomeriggio ad un convegno del suo partito si lascia andare a un incredibile delirio in cui parla, testualmente, di «élite di merda» che progettano un colpo di stato e di sinistra «per male» che merita di «andare a morire ammazzata».

Insomma parole in libertà, vaniloquio grottesco e demenziale senza senso del ridicolo e della responsabilità connessa alla carica che si occupa.

Se ne accorgono tutti, persino Minzolini che, per non turbare gli spettatori del suo telegiornale, decide di censurare le parole del ministro edulcorandone il discorso: via le parolacce, via l'increscioso invito all'opposizione ad andare a morire ammazzata.

Certo che se i servi devono anche preoccuparsi di occultare, nascondere e censurare gli stessi padroni, quando questi ultimi platealmente escono fuori dal seminato o danno proprio di matto, vuol davvero dire che siamo alla frutta.

E che questo governo faticherà a stare in piedi ancora a lungo senza affossare definitivamente il paese.

(Nella foto: Brunetta insieme alla fidanzata).

Scritto da Style24.it Unit
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