Giornata Mondiale della Terra, come gestire la delicata questione rifiuti

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Anche quest’anno la giornata mondiale della terra ci farà riflettere sulle montagne di rifiuti con cui danneggiamo il pianeta.

È vero: sembra un’impresa irrealizzabile quella di non produrre rifiuti. Ci si prova, ma in una società come la nostra non è affatto semplice. Tuttavia, i modi per limitare il nostro impatto sul pianeta ci sono partendo proprio dal produrre meno spazzatura. Alcuni accorgimenti quotidiani ci aiutano nel realizzare questo obiettivo.

Cos’è la giornata della Terra

La Giornata della Terra o Earth Day indica il giorno in cui si celebra la salvaguardia del pianeta Terra.

Istituita dalle Nazioni Unite, la Giornata della Terra si celebra ogni anno, il 22 aprile. La celebrazione ha origine nel lontano 1969, quando, in una conferenza dell’UNESCO a San Francisco, l’attivista per la pace John McConnell propose la ricorrenza di una giornata interamente dedicata ad onorare la Terra. La proposta venne accettata e sancita in una proclamazione scritta da McConnell e firmata dal Segretario generale delle Nazioni Unite U Thant.

Ripesiamo alle nostre abitudini

Chiunque viva in una città può notare con estrema evidenza la mole di rifiuti che quotidianamente produciamo. In alcune, tra l’altro, la gestione dei rifiuti è una questione molto delicata che non ha ancora trovato un suo sistema efficace. I rifiuti ci fanno riflettere e, per onorare adeguatamente la Terra nel giorno ad essa dedicato, bisognerebbe ripensare alle nostre abitudini e tradurre i buoni propositi in azione.

La cosa più allarmante sono i cumuli di plastica poiché, come è risaputo, si può riciclare un numero finito di volte.

Ciò comporta ad una produzione di plastica praticamente continua. Un mondo senza plastica è ancora un’utopia ma il consumo di questa materia si può limitare. Di seguito, un elenco di alcune “buone pratiche” per limitare l’uso di plastica ma anche per produrre meno rifiuti in generale.

Partire col rivalutare i propri acquisti

Comprare consapevolmente è la chiave ad un ridotto impatto ambientale. Bisogna dunque iniziare col comprare detergenti sfusi e prodotti solidi. Nel comparto alimenti, si possono acquistare verdure sfuse piuttosto che confezionate. In qualsiasi posto si vada a fare spesa, è meglio portare con se la propria shopper in tela per evitare i sacchetti.

Un’abitudine da sradicare sarebbe l’acquisto di bottiglie d’acqua di plastica. Quando si esce, mai dimenticare di portare con se la propria borraccia.

Poi, nella maggior parte delle città vi sono a disposizione della cittadinanza “case dell’acqua” per riempire le proprie bottiglie in vetro. Si possono reperire ulteriori informazioni sui siti dedicati dei Comuni.

Non abusare dell’asporto

Neanche ordinare qualsiasi pasto è “eco”. Una buona soluzione potrebbe essere combinare all’asporto la propria cucina. Soprattutto in relazione al lavoro, una mossa decisamente sostenibile è quella di cucinare il proprio pranzo da portare via.

Con l’occasione, seguire con attenzione gli alimenti di stagione così da garantire alla natura i “giusti tempi”.

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Questione “make up”: il riutilizzo dei contenitori

I prodotti per il trucco sono un altro fattore-rifiuti da non sottovalutare. Tuttavia, tanti negozi ormai permettono di riempire i flaconi o di smaltire direttamente contenitori vuoti. Vi sono inoltre linee green di cosmetici o creme che possono essere usate se ci si informa al riguardo.

Oppure ancora si può optare per prodotti beauty a filiera corta magari prodotti da piccole aziende e localmente.

In generale, qualsiasi sia l’ambito quotidiano in cui si vuole agire in difesa del pianeta, il consiglio primario è: non cedere al consumismo sfrenato, neanche a quello “green”. Eh sì, poiché anche il comporta dei prodotti sostenibili, o presunti tali, può innescare un certo “impulso alla spesa” . Dunque, cercare di acquistare consapevolmente utilizzando al massimo ciò che si ha già e dando un taglio all’usa e getta.