Chi era Gioacchino Rossini: tutto sul compositore italiano

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Considerato insieme ai compositori Vincenzo Bellini e Giuseppe Verdi uno dei più grandi vanti dell’opera italiana.

Gioacchino Rossini non ha avuto un percorso lineare nella sua carriera, ma ha emozionato creando alcune delle più importanti opere liriche di tutti i tempi.

Chi era Gioacchino Rossini

Gioachino Rossini (Pesaro, 29 febbraio 1792 – Passy, 13 novembre 1868), è stato un compositore italiano. Cresce con la famiglia di origini umili con padre appassionato di musica e madre cantante. Per via delle forti ideologie politiche del padre è costretto a trasferirsi spesso durante l’adolescenza oppure a passare molto tempo con la nonna.

Nel 1804 si trasferisce a Bologna e qui inizia lo studio del canto, del pianoforte e della spinetta. Frequenta poi il liceo musicale appassionandosi alla composizione e ispirandosi a Mozart.

Il successo come compositore

A poco più di vent’anni è già un compositore riconosciuto e nel 1810 esordisce al Teatro San Moisè di Venezia con “La cambiale di matrimonio”. Il successo degli anni seguenti non è sempre costante, ci sono infatti momenti in cui ottiene grandissimo supporto, come con “La pietra del paragone”, “La gazza ladra” o “Semiramide”. Altre in cui opere come il “Barbiere di Siviglia” non vengono accolte.

Indiscutibile la sua fama e il suo talento, che lo portano a diventare direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli per sette anni prima di trasferirsi a Parigi. Qui viene accolto sempre con grandissimo entusiasmo, soprattutto dal re Carlo X per cui si esibisce con “Il viaggio a Reims”. La sua carriera nel teatro d’opera si conclude con un capolavoro in parte classico e in parte romantico: “Guglielmo Tell”.

La fase della crisi creativa

Tra il 1831 e il 1832 entra in un momento di crisi che lo porta ad aver bisogno di dieci anni per completare un’opera. Anche il numero di opere diminuisce quasi a dividere perfettamente la sua vita tra il grande successo iniziale e l’inspiegabile blocco.

Alcuni storici della musica sostengono che trovarsi nella Rivoluzione di luglio abbia portato ad allontanarlo dal teatro. Secondo altri con l’avvento del romanticismo si trova in crisi rispetto al precedente razionalismo tipicamente settecentesco.

Nell’ultima opera, “Guglielmo Tell”, sembra infatti voler dimostrare di poter inserire elementi nuovi, ma fermandosi porta invece a credere che ci fosse dietro grande difficoltà.

La fine della carriera e gli ultimi anni

La vita del compositore non è stata facile per la salute mentale. Ha sofferto di crisi depressive, alternate a disturbi dell’umore e disturbi ossessivo-compulsivi. Spesso il tutto è nascosto da una personalità particolare, che lo vede amante del buon cibo e delle donne.

La sua vita si spegne però dopo aver combattuto un cancro al retto, trattato vanamente attraverso interventi chirurgici. Lascia la sua eredità al Comune di Pesaro che istituisce un liceo musicale diventato poi Conservatorio Statale di Musica.

La sua figura rimane fortemente amante dal pubblico che organizza tutt’ora eventi culturali in suo nome.