Chi era Gianni Rodari: tutto sullo scrittore e pedagogista

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Chiunque alle elementari ha dovuto imparare almeno una delle sue filastrocche.

Attraverso gli studi è riuscito a trovare un modo per rivoluzionare la letteratura per l’infanzia. Ecco la storia di Gianni Rodari.

Chi era Gianni Rodari

Giovanni Francesco Rodari, detto semplicemente Gianni (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), è stato un giornalista, scrittore per bambini e pedagogista italiano.  Cresce con il padre fornaio e la madre commessa presso la bottega di famiglia. L’infanzia felice viene presto interrotta dalla morte del padre che costringe la madre, Gianni e il fratello a trasferirsi a Gavirate. 

Riprende le scuole nel nuovo comune e per volontà della madre entra a far parte del seminario cattolico di Seveso per poi comprendere che questa non era la scelta giusta. Lo iscrive quindi poi alle magistrali, oggi noto come liceo delle scienze umane.

L’inizio della carriera tra pedagogia e giornalismo

Conclude quindi il suo percorso con il diploma per diventare maestro e diventa precettore presso una famiglia di ebrei tedeschi.

Comprende in questi anni l’importanza della scuola e quelli che sono gli strumenti che la possono rendere più piacevole.

Capisce infatti che in un posto che permette ai bambini di divertirsi e utilizzare fantasia e creatività permette un migliore apprendimento. Con l’inizio della guerra però capisce di non poter accettare gli ideali fascisti ed è costretto a interrompere le sue riflessioni per unirsi ai partigiani. 

In questo periodo intraprende inoltre la carriera giornalistica per alcune testate minori come “Cinque punte” e poi “L’Ordine Nuovo”. Nel 1947 inizia a lavorare per “L’Unità” e poco dopo diventa curatore della rubrica “La domenica dei piccoli”.

Il successo a scuola e la sua opera più famosa

Continua a svolgere il ruolo di redattore presso diverse testate accompagnando però ora alcune riflessioni pedagogiche come progetti paralleli. Esce infatti nel 1951 il suo primo libro “Il manuale del Pioniere”.

Per tutto il corso degli anni ’60 e ’70 prosegue con queste due attività trasferendosi in diverse città. Svolge infatti un periodo discretamente lungo a Roma e poi a Torino dove accetta di lavorare per Giulio Einaudi. Nel 1973 pubblica uno dei suoi testi più importanti “Grammatica della fantasia”, diventato da subito la bibbia di insegnanti, educatori e genitori.

La sua attività di pedagogista non manca mai di attività in prima linea tra cui conferenze e incontri nelle diverse scuole italiane che lo hanno messo a stretto contatto con professori e alunni. Viene ricordato da tutti per la sua rivoluzione letteraria per i testi infantili attraverso racconti, poesie e filastrocche.

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