Chi era Giancarlo Siani: storia del giornalista ucciso dalla camorra

Megghi Pucciarelli

Megghi Pucciarelli nata a Salerno nel 1996. Ho avuto da sempre la passione per i libri e la scrittura e perciò mi sono laureata in Lettere moderne. Amo la natura, le passeggiate in montagna, fare trekking con gli amici e mi piace rilassarmi davanti ad un bel film.

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Il giovane giornalista Giancarlo Siani è diventato un simbolo dell’impegno dei giovani napoletani contro la camorra e lo sfruttamento del lavoro.

Giancarlo Siani

Il giornalista Giancarlo Siani è nato il 19 settembre 1959 a Napoli, nel quartiere borghese del Vomero. Per quanto riguarda la sua istruzione, consegue la maturità classica e durante gli anni del liceo partecipa anche a svariate manifestazioni studentesche che si stavano attuando alla fine degli anni Settanta in Italia. In seguito si iscrive alla facoltà di Sociologia presso l’Università Federico II di Napoli. Inizia a scrivere per vari giornali locali, interessandosi in particolar modo a tematiche di emarginazione e cronaca nera, quindi di camorra.

Lavora in particolare con Il Mattino in quanto inviato nella città di Torre Annunziata. Collabora anche con l’Osservatorio sulla Camorra, approfondendo quindi le gerarchie camorristiche e i legami con i politici sopraggiunti in seguito al terremoto dell’Irpinia del 1980. In particolare gli articoli denuncia di Giancarlo Siani si focalizzano sul boss Valentino Gionta, capo della camorra nella zona e sul clan Nuvoletta che aveva portato all’incarcerazione del boss.

Raccontando la verità sulle vicende camorristiche, Siani scatenò le ire dei boss mafiosi che decidono di ucciderlo. Nel 1985 il giovane giornalista muore sotto i colpi di arma da fuoco dei suoi assassini: aveva solamente ventisei anni.

In un primo processo sono stati indicati come mandanti dell’omicidio di Giancarlo i fratelli Nuvoletta e il boss Valentino Gionta. Nel 2014 c’è stata una riapertura delle indagini sulla base di una contro-inchiesta sviluppata dal giornalista Roberto Paolo.

L’unico ancora in vita della famiglia Siani è il fratello Paolo, che dopo la morte di Giancarlo si è impegnato per sostenerne la memoria. Paolo Siani ha dichiarato in un’intervista:

Nel 1986, un anno dopo la sua morte, è nata l’associazione Giancarlo Siani che io, Geppino Fiorenza e altri amici abbiamo voluto fondare, convinti di dover creare un ente per non dimenticare l’impegno di mio fratello. Oggi, a distanza di tutti questi anni, possiamo dire che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto. Giancarlo è rimasto un simbolo per tanti giovani, anche se non lo hanno mai conosciuto.

Il film su Giancarlo Siani

Un bellissimo film dedicato a Giancarlo Siani, che in particolare ne descrive gli ultimi mesi di vita, si intitola Fortapàsc, è uscito nel 2009 ed è stato diretto dal regista Marco Risi, il quale ha dichiarato in un’intervista:

Il mio film contiene un messaggio di speranza, e cioè l’augurio che il buon giornalismo possa denunciare i mali della nostra società attraverso la corretta informazione. È un messaggio che possiamo leggere nello sguardo sincero del personaggio di Giancarlo, un personaggio che cattura lo spettatore fin dal principio.

Nel cast della pellicola ci sono attori d’eccezione, ad esempio Libero De Rienzo interpreta il giovane giornalista assassinato; poi ci sono Michele Riondino (Il giovane Montalbano); Valentina Lodovini (la Maria di Benvenuti al sud) e Daniele Pecci.