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14 Luglio 2026

Francesco Bova, dal conservatorio di Berlino al singolo dedicato alla fidanzata

Francesco Bova, nato nel 2001 e figlio di Raoul e Chiara Giordano, svela il suo percorso artistico e sentimentale in una lunga intervista

Francesco Bova, dal conservatorio di Berlino al singolo dedicato alla fidanzata

Francesco Bova, nato nel 2001 e riconosciuto come il secondogenito di Raoul e Chiara Giordano, parla per la prima volta in un’intervista rilasciata a Novella 2000. In queste parole emergono il suo percorso formativo, la passione per la musica e una storia d’amore che ha avuto un esordio fuori dall’Italia. Con il fratello Alessandro che gli è solo un anno più grande, Francesco ha scelto una strada artistica diversa da quella paterna: la sua carriera è orientata al djing e alla produzione musicale, nonostante un piccolo cameo televisivo che gli ha dato modo di provare il mondo della recitazione. In questa prima parte racconta come studio e incontri abbiano plasmato le sue scelte e il suo modo di intendere la vita pubblica.

Formazione e scelte professionali

Dopo aver conseguito gli studi in produzione musicale a Berlino, Francesco ha intrapreso un percorso artistico che privilegia il suono e la sperimentazione. Racconta di fasi in cui la musica restava nei cassetti e di altre in cui veniva pubblicata senza soddisfazioni, fino a trovare una direzione più chiara negli ultimi mesi. Il giovane si definisce soprattutto dj e producer, ruoli che richiedono costanza, capacità tecnica e una visione personale del progetto artistico. La sua esperienza sul set di una nota fiction italiana è stata una parentesi interessante, ma non ha mutato la sua vocazione principale: la musica rimane il campo dove sente di esprimersi davvero.

Il nuovo singolo e l’urgenza della pubblicazione

Tra i progetti più immediati c’è il singolo intitolato Under My Skin, un brano che Francesco sta producendo in completa autonomia e che intende pubblicare prima dell’estate. Questo pezzo rappresenta per lui un punto di svolta: non solo per la cura produttiva, ma per il legame emotivo che lo attraversa, poiché è stato dedicato a una persona molto importante della sua vita. L’artista desidera che la traccia esca al più presto, idealmente entro la fine di maggio, perché sente che finalmente riesce a connettersi in modo sincero con il proprio lavoro e con il proprio pubblico. Il periodo attuale è descritto come particolarmente intenso e determinante.

Un incontro inaspettato: la storia con Jana

La vicenda sentimentale di Francesco è cominciata durante un viaggio in Armenia, dove si trovava per celebrare la laurea con gli amici. Qui ha conosciuto Jana, una giovane di origine libanese che vive in Libano. L’incontro è stato raccontato come un vero colpo di fulmine: un caffè condiviso, una conversazione spontanea e la decisione di uscire insieme la stessa sera. Quella notte si concluse in modo rocambolesco quando due persone si avvicinarono con atteggiamenti sospetti e la coppia si trovò costretta a fuggire. Un inizio movimentato che però ha segnato l’avvio di una relazione intensa e duratura.

La gestione della distanza

Nonostante la forte attrazione iniziale, la coppia ha dovuto fare i conti con la distanza e con le difficoltà logistiche che essa comporta. Francesco racconta che la coppia è insieme da circa un anno e mezzo: si sentono quotidianamente e si vedono ogni volta che è possibile, ma la pianificazione degli incontri è spesso condizionata da fattori esterni come conflitti e incertezze sui voli. Jana ha trascorso un periodo a Roma dove è rimasta da gennaio a metà aprile, mentre l’anno precedente gli incontri erano più sporadici. I genitori di Francesco l’hanno conosciuta e ne sono rimasti entusiasti, un aspetto che aiuta a consolidare il rapporto nonostante le complicazioni.

Essere figlio di un volto noto

Essere il figlio di una figura pubblica come Raoul ha portato con sé sia opportunità sia momenti scomodi per Francesco. Da un lato ci sono state situazioni piacevoli e sorprese positive, dall’altro esperienze imbarazzanti quando alcune persone si aspettavano che assomigliasse al padre o nutrivano delusioni per non aver trovato quella somiglianza. Francesco ribadisce di non voler essere definito soltanto dal cognome: la sua identità artistica nasce da scelte personali e da una passione per la musica più forte di quella per la recitazione. Se avesse intrapreso la carriera d’attore, la definizione di figlio d’arte sarebbe stata più calzante, ma lui ha preferito seguire ciò che sente autentico.

Identità e autonomia

Il messaggio centrale che emerge dall’intervista è la ricerca di autonomia: Francesco sottolinea che, pur riconoscendo il ruolo del padre nella sua vita privata, vuole essere giudicato prima di tutto come individuo e artista. La sua scelta di pubblicare musica e di occuparsi personalmente della produzione è un modo per affermare questa autonomia. Non esclude la possibilità di tornare sul set per curiosità o esperienza, ma il focus resta sulla costruzione di un percorso musicale che rispecchi la sua sensibilità e il suo modo di comunicare con gli altri.

In definitiva, l’intervista rilasciata a Novella 2000 offre un ritratto di Francesco che oscilla tra fragilità e determinazione: un giovane artista formato a Berlino, con un singolo in arrivo e una relazione internazionale che affronta la realtà della distanza. La speranza è che Under My Skin diventi il primo tassello visibile di un percorso che vuole essere riconosciuto per meriti propri e non solo per legami familiari.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.