La morte di Ratko Mladic, l’ex comandante militare serbo-bosniaco condannato per genocidio, ha acceso tensioni diplomatiche tra Bosnia e Serbia. Il ministro degli Esteri bosniaco, Elmedin Konaković, ha annunciato il ritiro della maggior parte del personale dell’ambasciata a Belgrado, con l’obiettivo di ridurre al minimo le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
La decisione segue i funerali di Mladic, che hanno attirato migliaia di persone a Belgrado e hanno visto la partecipazione di alti funzionari serbi. Questi eventi hanno suscitato condanne internazionali, tra cui quelle dell’Unione Europea e della Turchia.
La reazione della Bosnia
In una conferenza stampa, Konaković ha dichiarato che avrebbe ritirato tutti i dipendenti sotto la sua giurisdizione, mentre l’ambasciatore e il console rimarranno in carica, in quanto nominati dalla Presidenza della Bosnia. Parte del lavoro attualmente svolto a Belgrado verrà trasferito alle ambasciate a Zagabria e Podgorica.
“Se potessi, interromperei immediatamente le relazioni diplomatiche con la Serbia. Quello che posso fare è adoperarmi per ridurre al minimo le relazioni”, ha affermato Konaković. La Bosnia ha anche dichiarato persona non grata due diplomatici dell’Ambasciata serba a Sarajevo, l’addetto militare e il consigliere del rappresentante dell’Agenzia degli Affari Esteri.
I funerali di Mladic
I funerali di Ratko Mladic si sono svolti a Belgrado, con la partecipazione di migliaia di persone e di alti funzionari serbi. La cerimonia, tenutasi nella chiesa di San Luca, ha visto la presenza di diversi ministri serbi, l’ambasciatore russo e l’ex presidente della Republika Srpska Milorad Dodik.
Il patriarca Porfirije ha dichiarato: “Sappiamo che il suo nome resterà profondamente impresso nella memoria e nelle preghiere della maggioranza del nostro popolo serbo-ortodosso”. All’uscita del feretro, trasportato da soldati, migliaia di persone hanno sventolato bandiere serbe e vessilli con il volto dell’ex generale durante il corteo verso il cimitero di Topcider.
La condanna internazionale
L’Unione Europea ha condannato la cerimonia di Belgrado, definendola “inaccettabile”. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, hanno diffuso comunicati di disapprovazione, dichiarando che questi “funerali da eroe” sono contrari al percorso europeo della Serbia.
“Gli elementi di appoggio ufficiale e la presenza di alcuni alti funzionari serbi al funerale sono profondamente deplorevoli”, ha scritto von der Leyen sui social. “Queste immagini scioccanti dimostrano l’incapacità di affrontare un capitolo oscuro della recente storia europea e contraddicono i valori su cui si fonda il percorso della Serbia verso l’Unione europea.”
Anche il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen ha espresso la sua riprovazione, definendo l’onore conferitogli a Belgrado dallo Stato “incompatibile con i valori europei ed è profondamente doloroso per le vittime e le loro famiglie”. La Turchia ha criticato aspramente la cerimonia, definendola “inaccettabile”.



