Delitto Lorys, la madre: “Si è strangolato da solo”

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Catania 3 ottobre 2017.

Questa mattina, davanti alla Corte d’assise, è iniziata la seconda udienza del processo a Veronica Panarello, la donna condannata a 30 anni di reclusione il 17 ottobre del 2016 per l’omicidio e l’occultamento del cadavere del figlioletto Lorys Stival, che all’epoca dei fatti aveva solo 8 anni. Dopo diversi giorni dalla scomparsa; il suo corpicino venne trovato il 29 novembre del 2014 a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa; non distante da casa.

Qui Veronica viveva con il marito e l’altro figlioletto. La Corte d’assise ha rigettato tutte le richieste avanzate dalla difesa dell’imputata.

Villardita: Lorys si è strangolato da solo

La difesa dell’imputata Veronica Panarello aveva avanzato la richiesta di una nuova fase istruttoria con un’ulteriore perizia della condizione psichiatrica della donna e un confronto con il suocero, Andrea Stival, il quale lei stessa ha accusato di essere suo amante e responsabile della morte di Lorys; overo suo nipote.

In aula, durante l’udienza a porte chiuse, interviene anche il Pg Maria Ascettino, che con il Pm Marco Rota rappresenta l’Accusa.

A tal proposito interviene anche l’avvocato della detenuta; Francesco Villardita. Commentando con i giornalisti le dichiarazioni di una ex-compagna di cella di Veronica; l’avvocato afferma: “Se dobbiamo credere alla detenuta fino in fondo allora Veronica non ha ucciso Lorys, ma si è strangolato da solo con la fascetta alla gola”.

Secondo le dichiarazioni di questa ex-detenuta, l’imputata avrebbe accusato il suocero dell’omicidio del figlio solo per vendicarsi dell’abbandono da parte del marito. A queste l’avvocato replica considerandole poco attendibili, in quanto fanno parte di un meccanismo e di determinate dinamiche del carcere che a noi sono estranee.

Inoltre Villardita ha confermato che l’imputata non ha cambiato tesi, ovvero il suocero Andrea Stival ha ucciso il piccolo Lorys.

Con quale movente? Stando alla ricostruzione di Veronica Panarello; il suocere avrebbe ucciso brutalmente il nipote perché la sua troppa curiosità lo aveva portato a scoprire la relazione sentimentale con la madre. E che quindi voleva rivelarla al padre. Per questa accusa da parte della donna; il Gup di Ragusa ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura al fine di procedere per calunnia nei confronti di Veronica. Infine l’avvocato ha aggiunto: “Veronica è tesa, è in gioco la sua vita”.

La risposta di Andrea Stival

Anche il legale del suocero di Veronica Panarello, Francesco Biazzo, ha commentato le recenti dichiarazioni dell’ex-compagna di cella. L’avvocato ha replicato: “È una delle ipotesi che avevamo fatto“. Su quali basi? Secondo l’avvocato Biazzo, il cliente Andrea Stival era l’unico su cui scaricare la colpa dell’omicidio e, di conseguenza, l’unico modo per scagionarsi. Come ulteriore prova di questa tesi, come confermano anche le rivelazioni dell’ex-detenuta, rientra anche il proposito di vendetta di Veronica nei confronti del marito che ha deciso di lasciarla al suo destino; infatti Davide Stival non era presenta all’udienza di stamattina.

A proposito dell’inchiesta della Procura di Ragusa sul suo assistito; l’avvocato dice di non aver ricevuto ancora una richiesta ufficiale di archiviazione; ma assicura che è confermata dalle indagini della Procura e dalla sentenza del Gup che condanna la madre del bambino e predispone la trasmissione degli atti per calunnia a carico dell’accusata.