Le acconciature country non sono solo un accessorio di moda, ma un vero e proprio simbolo culturale che ha attraversato decenni e generazioni. Da Dolly Parton a Beyoncé, passando per Miley Cyrus, queste chiome hanno raccontato storie di libertàidentità e espressione personale.
Oggi, le acconciature country non sono più confinate nei confini di Nashville. Hanno conquistato i red carpet, i video musicali e i backstage, diventando una grammatica contemporanea della bellezza.
Dolly Parton e la cotonatura come dichiarazione di libertà
Dolly Parton ha rivoluzionato il concetto di acconciatura country con le sue cotonature monumentali. Queste chiome non erano solo un stile ma una vera e propria architettura emotiva costruita con phon, lacca e molta ostinazione. Dietro quel volume impressionante c’era un’idea molto moderna: trasformare la propria immagine in una dichiarazione di libertà.
Oggi, le acconciature country hanno evoluto, diventando più morbide e naturali, ma il principio rimane lo stesso: i capelli non devono stare semplicemente al loro posto, ma occupare spazio e raccontare una storia.
Dal country tradizionale al country contemporaneo
Il country contemporaneo ha smesso di avere un’unica faccia. Artiste come Miley Cyrus e Beyoncé hanno reinterpretato il genere in modi completamente nuovi. Miley Cyrus, ad esempio, passa dal rock più sporco a un glamour da saloon hollywoodiano con una naturalezza disarmante. Beyoncé, con il suo album Cowboy Carter ha dimostrato che il country può diventare anche un discorso politico un fenomeno di moda e un simbolo di identità.
Intorno a loro, icone come Taylor Swift, Carrie Underwood e Shania Twain hanno contribuito a costruire un immaginario in cui trecce, onde XXL, cappelli western e lunghezze lucide convivono senza problemi. Il country, insomma, è un genere musicale che ha sempre avuto una certa allergia alle porte chiuse.
Il nuovo sogno americano ha i capelli spettinati
Oggi, le acconciature country non chiedono più di sembrare perfette: vogliono sembrare vissutedesiderabili e leggermente selvatiche. Onde imperfette, texture naturali, trecce morbide e ciocche sfuggite al controllo sono diventate la norma. Persino il glamour può avere la polvere degli stivali.
Il vero omaggio a Dolly Parton non è replicare la sua cotonatura gigantesca, ma ereditarne il coraggio fare dei capelli una scena non un dettaglio. Perché certe chiome non servono a incorniciare un volto, ma a raccontare una vita possibile.
Americanapoli: il country incontra Napoli
Nella terra di Elvis e Dolly Parton, il napoletano si fa spazio tra i cappelli da cowboy. Il progetto Americanapoli porta a Nashville il napoletano, rileggendo i classici partenopei in chiave country. Questo viaggio inverso rispetto a quando, negli anni ’50 e ’60, le star americane hanno adottato pezzi della tradizione napoletana, come Elvis Presley con ‘O sole mio.
Davide Napoleone e Valerio Piccolo, i due artisti dietro Americanapoli, spiegano che il loro obiettivo è creare un ponte tra queste due realtà musicali. Durante le migrazioni, gli italiani hanno portato la loro musica in America, influenzando artisti come Elvis e Sinatra. Questa musica è poi tornata a Napoli dopo la seconda guerra mondiale, influenzando generazioni successive.
Il 18 settembre 2026, Americanapoli si esibirà all’Americanafest a Nashville, portando brani come Torna a SurrientoFuniculì Funiculà e Anema e Core in chiave country. Non indosseranno stivaloni e cappelli da cowboy, ma punteranno a una via di mezzo tra l’uomo del ranch e il tipico napoletano, in versione elegante.
Il loro progetto diventerà anche un documentario e un disco, registrato a Nashville con musicisti locali in uno studio analogico. I brani scelti sono tra i classici che in passato sono stati tradotti in inglese, con un affetto particolare per ‘O Sole Mio e Torna a Surriento.



