Milano, 30 giugno 2026: la cosmetica coreana ha ampliato in modo significativo la propria influenza sui mercati internazionali. Prodotti come BB cream il fondotinta cushion e le sheet mask non sono più semplici tendenze: si sono integrati nelle routine quotidiane e hanno modificato il modo in cui molte persone intendono la cura della pelle.
Dietro a questa espansione ci sono più fattori concomitanti: una forte identità digitale dei brand, un posizionamento che unisce estetica e ricerca, e la capacità di offrire formule adatte all’uso frequente. Questi elementi hanno combinato una percezione di qualità con un modello di acquisto prevalentemente online.
Crescita globale e performance per area geografica
I numeri mostrano un’accelerazione importante: la K-Beauty cresce del +53% rispetto al 2026 e segna un aumento del +131% rispetto al 2026. L’incremento interessa tutte le principali aree del mondo, con punte particolarmente elevate in America Latina e in Medio Oriente. In America Latina la crescita arriva a +135% spinta da mercati chiave come Brasile e Messico, mentre il Medio Oriente registra performance rilevanti soprattutto sull’e-commerce con un incremento del +76%.
Anche l’Europa occidentale e il Nord America mostrano domanda in rapida espansione: rispettivamente +58% e +53% segno che la diffusione della cosmetica coreana non è circoscritta a poche nazioni ma si sta consolidando su scala globale.
Dati di riferimento e metodologia
L’analisi condotta raccoglie il comportamento in 37 mercati e mette in luce come il fenomeno sia tanto quantitativo quanto strutturale. I trend si leggono non solo nelle singole vendite, ma anche nei cambiamenti di canale e nella composizione degli acquirenti, aspetti che stanno ridefinendo il valore complessivo del comparto skincare.
Le categorie che guidano l’adozione quotidiana
La forza della K-Beauty risiede nella capacità di inserirsi in regimi di bellezza a elevata frequenza d’uso. Le categorie che più hanno beneficiato dell’onda coreana sono i prodotti detergenti, con una crescita a valore del +72% e i prodotti idratanti, a +46%. Questi segmenti fungono da porta d’ingresso a routine più complesse, favorendo l’introduzione di sieri, trattamenti e kit multipasso.
Questo modello incrementale ha permesso alla cosmetica coreana di spostare consumatori verso rituali quotidiani più articolati: dalla semplice detersione a serate di cura della pelle in più fasi, con prodotti specifici per idratazione, trattamento e protezione.
Comportamento d’acquisto in Italia
In Italia la preferenza per la skincare si riflette nelle categorie più comprate: al primo posto si collocano creme idratanti, lozioni e sieri (49% del podio), seguite da set multistep e kit da viaggio (14%) e detergenti per il viso (12,3%). Questi dati evidenziano una diffusione crescente di regimi di cura in più fasi e una maggiore frequenza d’uso rispetto al passato.
Oggi il 12% delle famiglie italiane acquista cosmetici coreani, con una media di tre prodotti per singolo atto d’acquisto. Il canale predominante è l’e-commerce che genera circa l’83% delle vendite del segmento K-Beauty in Italia, mentre i punti vendita fisici rappresentano una quota contenuta (16%).
E-commerce e profilo dei consumatori
La crescita digitale è uno dei fattori distintivi: in Europa la quota online dei brand K-Beauty nel segmento skincare è aumentata di 2-3 volte e oggi vale circa il 10% delle vendite e-commerce. In Italia la penetrazione è salita dal 9% al 21% negli ultimi tre anni, segnalando un’accelerazione tra le più significative del continente.
Dal lato demografico, il pubblico della K-Beauty è prevalentemente femminile e giovane: le donne generano il 78% del valore degli acquisti online del comparto coreano, rispetto al 59% dell’intera categoria skincare. Il 43% degli acquirenti ha meno di 35 anni (11% tra 18-24 e 32% tra 25-34), un’attrattiva che si lega a formati innovativi, comunicazione digitale e prezzi di ingresso accessibili.
Impatto sul mercato digitale
Il segmento non si limita a rubare quote ai concorrenti: amplia il mercato dello skincare sul digitale. Il 22% di chi oggi acquista K-Beauty online non comprava precedentemente prodotti per la cura della pelle sul web, e chi sceglie il comparto coreano spende in media circa 113 euro in più rispetto al consumatore online medio. Questi elementi confermano che la K-Beauty non è soltanto una moda, ma un motore di crescita preventiva per l’intero settore.



