La cura della pelle e l’uso di cosmetici possono essere abitudini piacevoli e positive, ma quando diventano un’ossessione possono trasformarsi in un problema serio. La cosmeticoressia un termine coniato per descrivere un rapporto alterato e potenzialmente dannoso con i prodotti di bellezza, sta coinvolgendo sempre più adolescenti e preadolescenti.
Nonostante non sia una diagnosi medica ufficiale, la cosmeticoressia è caratterizzata da comportamenti precisi come l’acquisto compulsivo di cosmetici, l’uso esagerato di sieri e trattamenti, e una forte preoccupazione per il proprio aspetto. Questo fenomeno, amplificato dai social network, può avere conseguenze sia psicologiche che fisiche.
Le cause della cosmeticoressia
Le cause di questa tendenza sono spesso radicate nella pressione esercitata dagli standard estetici irreali dei social, nella bassa autostima e, nei casi più complessi, in veri e propri disturbi dell’immagine corporea. La dottoressa Isabella Cardani responsabile della psicologia Clinica presso ASST Lariana, spiega che alla base di questi comportamenti ci sono sempre una fragilità e un’insicurezza.
Quando il proprio valore personale dipende soprattutto dall’approvazione esterna, diventa facile credere che migliorare l’aspetto significhi sentirsi finalmente adeguati. L’acquisto del nuovo prodotto genera inoltre un’immediata sensazione di speranza e di controllo. Tuttavia, il beneficio emotivo è generalmente temporaneo e lascia nuovamente spazio a sensazioni di insicurezza, alimentando così un circolo vizioso.
L’influenza dei social media
L’adolescenza è il periodo in cui si costruisce l’identità e l’immagine di sé. Gli algoritmi dei social amplificano continuamente contenuti simili a quelli già visualizzati, creando una sorta di camera degli specchi in cui il ragazzo/a è esposto quasi esclusivamente ad immagini di prodotti e foto di volti e corpi perfetti.
Bambine e preadolescenti iniziano così a considerare caratteristiche fisiologiche della crescita, imperfezioni da correggere il prima possibile. La dottoressa Cardani sottolinea che il problema non è esclusivamente il tempo passato online, ma il confronto continuo con immagini filtrate o ritoccate che finiscono per essere percepite come normali.
I rischi fisici e dermatologici
Dal punto di vista clinico, l’uso costante di prodotti cosmetologici dedicati ad una cute più matura, in particolare quelli ad azione esfoliante, su una pelle giovane potrebbe alla lunga creare più danni che benefici. Il dottor Sebastiano Recalcati responsabile della Dermatologia-IST presso ASST Lariana, spiega che la pelle dei bambini è più sottile e delicata, e assorbe molto più rapidamente le sostanze.
Prima di una certa età vanno tassativamente evitati i retinoidi e i derivati della vitamina A, così come gli esfolianti chimici intensi come l’acido salicilico, l’acido glicolico e gli altri alfa-idrossiacidi. Il dottor Recalcati consiglia di utilizzare esclusivamente prodotti che riportino chiaramente in etichetta la destinazione d’uso per quella specifica fascia d’età.
I campanelli d’allarme
I segnali da osservare sono soprattutto i cambiamenti nel funzionamento quotidiano come per esempio nella routine estetica che diventa sempre più lunga e rigida; acquisti continui e difficili da controllare; controllo ripetuto allo specchio o evitamento della propria immagine; marcata difficoltà per piccoli difetti della pelle; richiesta insistente di trattamenti estetici non necessari già in età molto precoce.
Il criterio fondamentale è sempre l’impatto sulla qualità della vita con un impatto limitante. La dottoressa Cardani suggerisce di parlare apertamente del funzionamento dei social per aiutare i giovani a sviluppare uno spirito critico verso i messaggi pubblicitari e verso tutto ciò che trovano in rete.
Valorizzare altre dimensioni dell’identità, come capacità, interessi, relazioni, creatività, sport, ma anche gesti, comportamenti gentili verso sé stessi e verso gli altri, può aiutare a costruire una identità più solida e meno vulnerabile all’idea che il proprio valore dipenda esclusivamente dall’aspetto fisico.



