La moda ecosostenibile per salvare il pianeta: cosa possiamo fare

Tag: moda
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Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra, ed è il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra.

Nell’ultimo periodo si cerca sempre di più di sensibilizzare la coscienza pubblica sul tema del cambiamento climatico e su altre problematiche del nostro pianeta. Anche la moda ha deciso di avvicinarsi alla sostenibilità e di agire. Vediamo cosa può fare la moda per salvare il pianeta.

L’impatto ambientale dell’industria della moda

Il sistema della moda ha un impatto considerevole sull’ambiente. L’industria della moda oltre ad inquinare l’ambiente e ad utilizzare materiali che non provengono da fonti sostenibili durante i suoi processi di produzione vengono consumate risorse limitate.

Infatti,si stina Si stima che l’industria tessile e dell’abbigliamento abbia utilizzato globalmente 79 miliardi di metri cubi di acqua nel 2015,e che questa stima sia poi aumentata nel corso del tempo. Inoltre produzione tessile è responsabile di circa il 20% dell’inquinamento globale dell’acqua potabile a causa dei vari processi a cui i prodotti vanno incontro, come la tintura e la finiture. Inoltre il lavaggio di capi sintetici rappresenta il 35% del rilascio di microplastiche primarie nell’ambiente.

L’industria della moda produce il 10% delle emissioni di Co2. Anche il modo in cui le persone eliminano gli indumenti è cambiato: molti capi vengono gettati piuttosto che riciclati.

Cosa può fare la moda per salvare il pianeta?

Oramai moltissime aziende di diversi settori stanno abbracciando la sostenibilità. Tra queste anche il settore della moda in cui nasce una moda green ed ecosostenibile. Lo scopo è quello di proteggere l’ambiente, utilizzando materiali non dannosi, tessuti riciclati, packaging eco-friendly e produzioni limitate e controllate.

Proprio per questo motivo ultimamente tantissimi brand internazionali ed italiani hanno stilato il proprio manifesto di sostenibilità. Il manifesto ha lo scopo di comunicare al consumatore le scelte del produttore e renderlo consapevole sulle scelte di un determinato brand. Così ci si rende consapevoli delle influenze e delle interconnessioni complesse di lungo periodo tra contesti materiali, sociali e culturali nella moda. Tantissimi brand hanno scelto la moda sostenibile o green fashion per esempio Stella McCarteny che ha creato una linea di borse ecosostenibili, il cui materiale deriva dal micelio, il reticolo sotterraneo dei funghi.

Hèrmes che ha creato il modello Sylvania, utilizzando il micelio. Ralph Lauren lavora con Mirum a una pelle realizzata in sughero. Anche in Italia tantissimi brand hanno abbracciato la sostenibilità. Per esempio Artknit Studios, usa fibre naturali, semplici da riciclare e biodegradabili; Latte The Label ha scelto fibre che derivano dal bamboo; Elisabetta Franchi che ha deciso di utilizzare pelle sintetica.

Upcycling

Tutti possono contribuire a rendere sostenibile il sistema della moda.

Si è visto che il mercato del resale è salito con un consumao tra il 15-20% nel 2020. Nella moda si parla di upcycling, ossia dare nuova vita ai capi attraverso un processo creativo. Un trend, nell’ultimo periodo è stato portato avanti non solo da brand ma anche dai consumatori. Avvicinandosi ai tessuti di scarto o vintage si darà una seconda possibilità a vecchi capi o questi ultimi potranno essere trasformati in nuovi capi.