Cos’è lo spread? Il silenzio di Tg1 e Tg5 che aiuta il governo

Ho appena ascoltato la radio:  nuovo crollo della Borsa e nuovo, inquietante, record dello spread tra titoli di stato italiano e tedeschi. Ma che significa? Sono sicuro che se scendessi in strada a fare due chiacchiere con le persone, quasi nessuno mi saprebbe rispondere.

Lo spread? Che è una nuova bibita? Chi segue più costantemente l’attualità forse riconoscerebbe il nome, ma dubito che potrebbe spingersi più in là.

Il che è molto grave, perché impedisce all’elettorato di farsi un’idea precisa dell’estrema pericolosità della situazione, ma anche molto comodo per i telegiornali di regime, che sull’ignoranza del pubblico ci campano. Vedevo ieri il Tg5 dell’ora di pranzo: appare un tizio che comunica il ribasso di borsa e i 400 punti che fa registrare lo spread e poi si passa allegramente alla notizia più accattivante della neonata che fa toccare alla popolazione mondiale la cifra di sette miliardi di persone.

Il Tg5, ma lo stesso accade al Tg1 e in quasi tutti gli altri notiziari, può ben dire di non aver censurato nulla, di avere fornito tutti i dati rilevanti. Si è giusto dimenticato di spiegare che quei 400 punti (che son già diventati 437 quando scrivo) significano rischio bancarotta, insolvibilità dello Stato, impossibilità di pagare stipendi e pensioni.

Se la questione fosse messa così, probabilmente ci sarebbe la gente in piazza con i forconi a reclamare le dimissioni del governo barzelletta di Silvio Berlusconi, e invece tutto procede come se niente fosse.

Il che ci ricorda quanti limiti, addirittura mortali, possa covare in sé un sistema democratico che non è capace di produrre un elettorato informato e consapevole. Diceva Winston Churchill che il migliore argomento contro la democrazia è una conversazione di cinque minuti con un elettore medio. Con un’informazione da stato sovietico e una scuola che sforna diplomati che (forse) sanno tradurre dal latino e risolvere un problema di geometria ma non sanno cosa sia un tasso d’interesse, noi ce la stiamo mettendo tutta per produrre elettori medi particolarmente mediocri. Rischiamo di pagarla carissima.

P.S. Per la cronaca uno spread elevato significa che l’Italia deve pagare interessi sempre più alti sui titoli del debito che vende agli investitori. È un po’ come una famiglia che contrae un mutuo con un tasso al due per cento e poi, dopo qualche anno, si trova a dover pagare il sei. Secondo voi che fine fa? Comunque, qua trovate una spiegazione semplice e completa.

(Nella foto: un’immagine emblematica della crisi).

Scritto da Style24.it Unit
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