Chi era Constantin Brancusi: storia dello scultore

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Esposto nei più importanti musei d’arte contemporanea di New York, Parigi e Venezia è oggi riconosciuto come uno dei maggiori esponenti dello secolo scorso.

Scopriamo la storia di Constantin Brancusi.

Chi era Constantin Brancusi

Constantin Brancusi (Pestisani, 19 febbraio 1876 – Parigi, 16 marzo 1957) è stato uno scultore rumeno. Nasce e cresce in Romania con i genitori Nicolae e Maria che gli permettono di sviluppare la sua passione per l’arte. Si iscrive da molto giovane alla Scuola di Arte e mestieri di Craiova e successivamente all’Accademia di Bucarest dove comprende che questo percorso scolastico non fa per lui.

Decide quindi di partire e si trasferisce dunque a Vienna, poi a Monaco e infine a Parigi dove ha la possibilità di conoscere i più grandi colleghi del tempo. Stringe forti amicizie con esponenti come Modigliani e Duchamp con cui espone in numerose mostre internazionali.

La prima esposizione e l’inizio della carriera

Arrivato a Parigi infatti inizia a subire le influenze delle correnti nascenti e inizia a trovare la sua vera identità. Nel suo modo di approcciarsi alla scultura possiamo osservare una netta preferenza verso il materiale grezzo in cui i segni del modellato siano un tratto caratteristico delle sue opere.

Espone nella capitale francese alcune sue opere al Salon d’Automne: “Orgoglio”, “Busto di un bambino”. Di quest’ultima scultura si ricorda la particolarità del modo di modellare scelto. Infatti decide di concludere solo una delle spalle del bambino, quella visibile all’osservatore. Mostra così particolare attenzione verso il gioco di luci e ombre che vengono a crearsi sulla superficie dell’opera.

I Gruppi Mobili e il Parco di Targu Jiu

Tra le sue opere più note devono essere menzionate quelle raccolte nei cosiddetti “Gruppi Mobili” e quella lasciata nel suo paese d’origine nel Parco di Targu Jiu. Del primo progetto osserviamo la volontà di unire sculture di diversi materiali tra cui marmo, bronzo e legno. Queste vengono esposte nei più grandi musei d’arte contemporanea del mondo e sono l’effetto dell’influenza dei dadaisti.

L’opera più importante però è sicuramente quella che ha regalato alla sua terra. Si tratta di un complesso di tavoli e sedie raccolte nel nome “La mensa del silenzio” che si sviluppa in un viale del parco e trova conclusione con la fine di questo attraverso la “Porta del bacio”.