Come aiutare le donne ucraine che hanno il ciclo mestruale

Arianna Giago

La mia passione è la comunicazione, la considero un'arte. Ho avuto esperienze come articolista web e come collaboratrice presso un giornale su carta stampata della mia zona, mestiere che mi ha insegnato molto, più di quanto possano fare i libri, e mi ha fatto capire che quella del giornalismo è più di una professione, ma una vera e propria vocazione. Raccontare le storie degli altri, per gli altri. Raccontare il mondo attraverso i nostri occhi, è un compito davvero importante.

Tag: donne
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Lo scoppio della guerra in Ucraina ha avuto come naturale conseguenza la fuga di donne e bambini che hanno lasciato il proprio paese e i propri cari che hanno scelto di combattere, per trovare riparo in altri Stati tra cui ovviamente anche l’Italia.

Attraverso i video e le immagini che ormai da settimane stanno girando sul web abbiamo visto donne con le spalle cariche dello stretto necessario, le poche necessità e i pochi affetti, tra cui anche gli animali da compagnia.

Ciò che non si vede guardando queste immagini però, è una necessità che riguarda tutte le donne che si sono ritrovate ad avere le mestruazioni ma senza nulla con cui proteggersi. Ecco allora come possiamo fare per aiutare.

Ciclo mestruale: come aiutare le donne ucraine

Noi donne lo sappiamo bene, quello del ciclo mestruale può sembrare un problema da poco soprattutto da chi non lo vive e in periodo di guerra, quando si è impegnati a sopravvivere. Ma la privazione degli assorbenti in casi di emergenza non è una cosa da sottovalutare. I motivi sono molteplici e coinvolgono anche la sanità nazionale.

In primo luogo c’è ovviamente l’igiene, il sangue mestruale se non raccolto da un assorbente da cambiare regolarmente può andare a sporcare l’intimo, i vestiti e in alcuni casi anche i materassi sopra cui le donne rifugiate sono costrette a passare la notte, causando anche possibili infezioni alle vie urinarie.

In secondo luogo c’è poi anche la questione della dignità di tutte quelle donne, già private della propria casa e dei propri affetti.

Assorbenti negli aiuti umanitari? Pensiamoci noi!

Gli assorbenti costano e in Italia per esempio sono anche considerati beni di lusso.

Forse proprio per questo non vengono inseriti negli aiuti umanitari, ma è una cosa a cui invece bisognerebbe pensare proprio per un benessere collettivo. Fortunatamente però, possiamo però fare qualcosa a riguardo. Chi meglio delle donne infatti, può capire i bisogni delle altre donne?

Abbiamo già parlato per esempio di tutte quelle associazioni che in questo momento si stanno occupando di aiutare i rifugiati, ognuna di queste solitamente dispone di una lista di beni di prima necessità da destinare a chi sta scappando dalla guerra.

In molti casi però, a non venire segnato è proprio il bisogno di assorbenti, ancora troppo sottovalutato. Non diamolo per scontato, ma inseriamo un pacco in più nella nostra spesa e spediamolo insieme a tutto quello che serve.

Tampon Tax e povertà mestruale creano problemi anche in questi casi

Ancora una volta il problema della Tampon Tax torna a farsi sentire. Ad oggi infatti, la tassa sugli assorbenti è scesa dal 22 al 10%, c’è ancora tanta strada da fare sul fatto di non considerare gli assorbenti dei beni di lusso, ma è comunque un passo in avanti.

Legata alla Tampon Tax a doppio filo c’è poi anche la così detta “povertà mestruale”, ovvero quella situazione in cui si ritrovano moltissime donne che non possono permettersi di comprare un assorbente, un problema che soprattutto in tempo di guerra non è poi così raro.

Ecco perché la lotta contro la Tempon Tax non andrebbe sottovalutata, ma presa in considerazione una volta per tutte.