Bianca Balti ha raccontato in tv il suo desiderio di allargare la famiglia accanto ad Alessandro Cutrera, confessando che diventare madre un’altra volta è per lei un progetto sentito e molto personale. Durante l’intervista con Diletta Leotta a Mamma Dilettante la modella ha tracciato un quadro sincero della situazione: dopo aver affrontato un problema di salute ha a disposizione gli ovociti congelati, ma non può portare avanti una gravidanza a causa dell’asportazione dell’utero. In questo contesto la maternità surrogata emerge come la strada percorribile per realizzare il desiderio di concepire un figlio biologico insieme al compagno.
Nel racconto di Bianca non manca la dimensione affettiva: le sue figlie, Matilde e Mia, sono ormai grandi e la presenza di Alessandro Cutrera ha dato nuovo slancio alla sua idea di famiglia. Matilde compirà 19 anni il prossimo 6 maggio e Mia ha 10 anni; entrambe sono al centro della sua vita quotidiana e dell’affetto della madre. La modella, che ha 42 anni, ha spiegato che il compagno è molto presente e responsabile con le bambine, e che la sua volontà di avere un figlio nasce soprattutto dal desiderio di vederlo diventare padre. Ha anche aperto alla possibilità dell’adozione, ribadendo che tutte le opzioni sono sul tavolo.
Il percorso medico che ha segnato la scelta
Dietro alla decisione di valutare la maternità surrogata ci sono scelte mediche e momenti difficili: a seguito di un tumore ovarico Bianca aveva effettuato il social freezing, cioè aveva scelto di congelare i propri ovociti per preservare la possibilità di maternità. Successivamente le è stato asportato l’utero, rendendo per lei impossibile portare avanti una gravidanza. Il tema è delicato perché mette insieme speranza riproduttiva e limiti fisici: grazie agli ovociti congelati la componente genetica è preservata, ma la gestazione richiede un percorso diverso, che in molti casi comporta il ricorso a una madre surrogata.
Cosa significa social freezing e ovociti congelati
Il termine social freezing è usato per indicare il congelamento programmato degli ovociti per motivi non strettamente medici o per preservare la fertilità prima di terapie oncologiche. Nel racconto di Bianca questo passaggio ha avuto un ruolo fondamentale: gli ovociti rimangono una risorsa biologica che, combinata con tecniche di fecondazione assistita, può consentire una genitorialità biologica anche quando la donna non può portare avanti la gravidanza. In altre parole, il materiale riproduttivo è disponibile, ma va associato a una gestazione che non può essere eseguita dalla stessa madre.
La maternità surrogata: opportunità e considerazioni
La maternità surrogata, descritta come il processo in cui una donna porta avanti una gravidanza per conto di altri, si presenta come la soluzione più diretta per chi conserva ovociti ma non ha l’utero. Nel caso di Bianca, questa opzione permetterebbe di utilizzare i suoi ovociti per avere un figlio geneticamente suo e di Alessandro Cutrera come padre. È una strada che implica aspetti medici, emotivi e spesso anche legali: la sua fattibilità dipende dalle normative del paese, dalle scelte personali della coppia e dalla disponibilità di una madre surrogata che accetti di intraprendere questo percorso.
Riflessi emotivi e pratici per la famiglia
Oltre agli aspetti tecnici, la decisione di ricorrere a una madre surrogata può influenzare il tessuto familiare. Bianca ha raccontato con calore il suo rapporto con le figlie e con Alessandro, sottolineando come lui sia già molto presente e supportivo. La volontà di renderlo padre nasce quindi da una componente affettiva forte: vedere la famiglia crescere insieme è al centro del suo progetto. Ha ribadito anche l’apertura ad alternative come l’adozione, a dimostrazione che la scelta finale terrà conto di valori personali, tempi e opportunità pratiche.
Cosa è emerso nell’intervista con Diletta Leotta
Nell’intervista a Mamma Dilettante condotta da Diletta Leotta, Bianca ha usato parole sincere per esprimere il suo desiderio: vorrebbe condividere l’esperienza della genitorialità con Alessandro Cutrera, al quale attribuisce qualità di responsabilità e cura nei confronti delle sue figlie. Pur riconoscendo i limiti imposti dal percorso medico che ha vissuto, la modella non ha chiuso nessuna porta e ha confermato che agirà seguendo il cuore e la praticabilità delle soluzioni. La coppia, insieme, sta valutando i passi successivi con attenzione e rispetto per tutte le persone coinvolte.
