Bebe Vio: confessa di aver pensato al suicidio, oggi ringrazia il padre

La giovane campionessa paralimpica Bebe Vio racconta di se nell'intervista con Fazio e del suo pensiero di suicidarsi dopo l'amputazione delle braccia. Grazie al padre ha capito che la vita è un dono che vale la pena di essere vissuto.

La giovane e solare campionessa paralimpica Beatrice Vio, nota a tutti noi come Bebe, ha dato sempre prova di essere una di quelle persone da cui è possibile apprendere profonde lezioni di vita e a non mollare mai; qualsiasi cosa la vita ci riserva.

Insomma è un pieno di energia e vitalità. Ma la famosa schermitrice non è solo questo; e durante l’intervista con Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa‘ ha dimostrato di essere, per l’ennesima volta, una ragazza unica nel suo genere. Ciò ha reso i suoi fan e i telespettatori che hanno seguito la trasmissione su RaiUno ieri sera, ancora più estasiati tanto da volerla come co-conduttrice al prossimo festival di Sanremo.

Ora vediamo insieme le rivelazioni di questa energetica e mai scontata campionessa.

Bebe Vio:«Ho pensato al suicidio»

A vederla e chi ha avuto modo di conoscerla e apprezzarla non lo avrebbe mai detto; ma come ha affermato la stessa Bebe nell’intervista a Fazio, anche lei una volta è stata tentata dall’idea del suicidio: «Dopo l’amputazione delle braccia, ho pensato al suicidio e lo dissi anche ai miei genitori».

Cosi racconta la schermitrice paralimpica, che a causa di una meningite ha dovuto subire l’amputazione delle braccia. Inoltre ha aggiunto sempre con la sua grinta che la contraddistingue : «Mio padre, allora, decise di darmi corda dicendomi che se avessi voluto, mi avrebbe lanciata dalla finestra. Lì ho capito che ‘la vita è una figata‘». In quest’ultima frase possiamo notare il riferimento al titolo del programma di cui è protagonista e che andrà in onda su RaiUno da domenica prossima alle 17.45.

Bebe Vio: confessa di aver pensato al suicidio, oggi ringrazia il padre

Il tutto arricchito dalla sua irresistibile ed esemplare autoironia; con la quale descrive le peripezie che l’hanno portata a diventare una campionessa e allo stesso tempo una ragazza come tutte le altre: «sono stata bocciata due volte all’esame della patente: non si può sentire! A Rio sono stata la prima atleta a gareggiare senza il braccio armato: ho dovuto rompere le palle per far cambiare la categoria di scherma. Se non avessi superato l’esame di maturità, non sarei mai andata alle Olimpiadi. Ora vorrei studiare Scienze della Comunicazione a Roma». Insomma grazie all’apparente consenso del padre a questo disperato proposito; la giovane Bebe ha capito che la vita è una cosa che vale la pena di essere vissuta in qualsiasi condizione la vita ci riservi. Dunque, in parte, è grazie a suo padre se oggi possiamo vantare un tale giovane esempio italiano.

Il successo dopo la vittoria di Rio

La grande popolarità ottenuta con le vittorie a Rio 2016 l’hanno portata ad essere una fortunata e ambita testimonial; persino dell’Onu. A fine dell’intervista, dopo che la regia ha cercato di fare piangere Bebe con le immagini del suo trionfo a Rio; la giovanissima e piena di vita campionessa ci stupisce ancora una volta con la sua ennesima e spontanea lezione di vita:«Se un disabile la prendi come una persona delicata non lo fai andare da nessuna parte. Invece devi trattarlo come persona, e basta».

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