Chi era Alberto Sordi: curiosità e vita privata del comico

Chi era Alberto Sordi, storico attore interprete della commedia all'italiana e protagonista del cinema italiano del dopoguerra.

Il volto di Alberto Sordi è associato alla commedia all’italiana e alle risate non solo nel Belpaese ma in tutto il mondo. Iconico simbolo di italianità, l’attore e regista romano ha conquistato numerosi premi durante la sua carriera e anche due lauree honoris causa in Scienze della comunicazione.

Alberto Sordi

L’attore Alberto Sordi nasce a Roma il 12 giugno 1920 e cresce a Valmontone. Durante l’infanzia sviluppa un particolare talento nel canto, quindi studia canto lirico. A sedici anni registra un disco di fiabe per bambini e con i proventi si trasferisce a Milano per approfondire un’altra passione, quella per la recitazione. Si iscrive quindi all’Accademia dei filodrammatici, ma viene espulso a causa del suo forte accento romanesco.

Torna così nella sua città l’anno successivo ma non abbandona il suo sogno: inizia a lavorare nel campo dello spettacolo come comparsa in numerosi film, per poi doppiare Oliver Hardy nei suoi film in coppia con Stan Laurel (Laurel e Hardy sono conosciuti in Italia come Stanlio e Ollio). Questa è la prima ma non l’unica esperienza di Alberto Sordi come doppiatore: ad essa infatti ne seguiranno numerose altre.

Alla fine degli anni Trenta si dedica anche al teatro, anche se poi è costretto ad arruolarsi per la leva obbligatoria.

La notorietà per Alberto Sordi arriva in particolare con la sua esperienza in radio tra la metà degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta. L’attore romano infatti creava i suoi personaggi comici e satirici per i programmi radiofonici. Vittorio De Sica nota la bravura di Sordi e lo scrittura per il film “Mamma mia, che impressione!”. Alberto Sordi diventa celebre poi soprattutto per le sue interpretazioni nel film di Fellini “I vitelloni” e di Steno in “Un giorno in pretura”. Il personaggio interpretato in quest’ultimo film ottiene un successo talmente grande che si decide di riproporlo in “Un americano a Roma“: è proprio di questo film la famosa scena di Alberto Sordi che trangugia un piatto di spaghetti.

Negli anni Sessanta poi Sordi si dimostra un ottimo attore non solo comico ma anche drammatico, come dà prova nel film “La grande guerra”. Proprio dal 1966 si cimenta anche nell’esperienza da regista, dirigendo 19 pellicole tra le quali “Amore mio aiutami” e “Un italiano in America”.

Vita privata

Nel 2001 Alberto Sordi scopre di avere un tumore ai polmoni: muore due anni dopo, il 24 febbraio 2003. Sulla sua tomba, posta nel cimitero del Verano di Roma, vi è incisa la frase “Sor Marchese, è l’ora”, citazione di uno dei suoi film.

La vita sentimentale di Alberto Sordi fu sempre tenuta lontana dai riflettori. Non si sposò mai e non ebbe figli, ma ebbe un’importante relazione con la collega attrice e doppiatrice Andreina Pagnani che aveva conosciuto durante il doppiaggio del film “Il giardino di Allah” del 1941.

Alberto Sordi è stato anche un grande appassionato di calcio, in particolare della sua squadra del cuore, l’A.S. Roma.

Scritto da Megghi Pucciarelli
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