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13 Luglio 2026

Acque frizzanti: i marchi della grande distribuzione superano i big

Il test 2026 sulle acque frizzanti rivela sorprese: Coop e Lidl superano San Pellegrino e Ferrarelle. Scopri la classifica completa e i criteri di valutazione.

Acque frizzanti: i marchi della grande distribuzione superano i big

In un mercato dove la tradizione e la notorietà spesso dettano legge, un test condotto da Altroconsumo nel 2026 ha ribaltato le aspettative. Le acque frizzanti, amate per il loro gusto vivace, sono state analizzate sotto vari aspetti: composizione chimica, contaminanti, packaging e praticità d’uso. I risultati hanno mostrato che i marchi della grande distribuzione superano spesso le etichette storiche, considerate sinonimo di qualità.

Questo studio, condotto tra gennaio e marzo 2026 in 48 punti vendita tra Milano, Torino, Roma e Cagliari, ha coinvolto oltre 1.150 punti vendita in 67 città italiane. L’obiettivo era fornire una panoramica completa e rappresentativa del mercato delle acque frizzanti in Italia.

La classifica delle acque frizzanti 2026

La classifica finale ha riservato alcune sorprese. Coop Frizzante si è aggiudicata il primo posto con 68 punti, seguita da Alpe Guizza Frizzante con 66 punti. Conad Frizzante e Viviland (MD) Biancaneve Frizzante hanno ottenuto entrambi 64 punti, mentre Vera In Bosco Frizzante, S. Bernardo Frizzante, Brio Blu Leggermente Frizzante, San Benedetto Benedicta Frizzante e Eva Frizzante hanno raggiunto 63 punti ciascuno.

Tra le acque più conosciute, San Pellegrino Frizzante ha ottenuto 54 punti, Ferrarelle Maxima Frizzante 51 punti, e Levissima Frizzante e Sant’Anna Frizzante si sono posizionate entrambe a 49 punti. Questi risultati dimostrano che la notorietà e il prezzo non sono sempre sinonimo di qualità superiore.

I criteri di valutazione

Il test ha considerato diversi fattori per determinare la qualità delle acque frizzanti. Il 50% del punteggio finale è stato assegnato alla composizione dell’acqua, analizzando la presenza di sali minerali come calcio, magnesio, sodio, fluoruri e nitrati. Inoltre, sono stati valutati la presenza di metalli e sostanze emergenti come il TFA.

Il 20% del punteggio è stato dedicato alla bottiglia e all’impatto ambientale, valutando il peso della bottiglia, la presenza di plastica riciclata e la riciclabilità dell’etichetta. Un ulteriore 10% è stato assegnato alle etichette, mentre il restante 20% ha considerato contaminanti e aspetti sensoriali.

La praticità d’uso

Un aspetto fondamentale del test è stato la praticità d’uso, che includeva l’apertura e il versamento dell’acqua. Questo criterio ha permesso di valutare non solo la qualità intrinseca del prodotto, ma anche l’esperienza complessiva dell’utente.

Bere acqua frizzante non significa scegliere automaticamente il marchio più famoso. Il test dimostra che spesso le etichette della grande distribuzione offrono un prodotto più equilibrato e sicuro, con un impatto economico e ambientale migliore. Gli esperti raccomandano comunque attenzione alla qualità e alla provenienza, soprattutto per chi consuma acqua regolarmente.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.