Negli ultimi anni, molte pazienti che hanno smesso di usare farmaci GLP-1 per dimagrire hanno iniziato a chiedere interventi di mastoplastica che non puntino all’aumento di volume, ma al recupero della pienezza persa. La dottoressa Anna Steve, chirurga plastica di New York, riferisce che più dell’80 percent delle sue pazienti sta assumendo questi farmaci, nonostante abbiano un indice di massa corporea inferiore a 21. Per queste donne, il cambiamento è percepito come un “terzo colpo” al seno, dopo la gravidanza o la perimenopausa.
Il terzo colpo: perdita di volume legata ai GLP-1
Il dimagrimento indotto da GLP-1 riduce rapidamente la massa adiposa, compresa quella del tessuto mammario, generando un aspetto simile a quello post-partum, ma in una fase successiva della vita. Le pazienti, soprattutto in età perimenopausale, avvertono una nuova diminuzione di volume che le spinge a ricercare una soluzione chirurgica mirata a ripristinare il volume originale e non a ingrandire il seno.
Obiettivi della chirurgia su misura
Secondo la Dr.ssa Steve, l’obiettivo è scegliere impianti di piccola capacità capaci di colmare la perdita senza creare un risultato eccessivo. La tendenza verso le cosiddette “protesi ballerina” o “yoga breast” riflette la domanda di un aspetto più delicato e armonico, più in linea con le proporzioni corporee delle pazienti.
Motiva risponde con impianti di dimensioni ridotte
Motiva, marchio di Establishment Labs, ha ampliato la sua gamma con 28 nuove dimensioni, arrivando a impianti da 105 cc nelle varianti SmoothSilk Round e Ergonomix. Quest’ultima è progettata per muoversi con il corpo, garantendo una forma più naturale. Il design ergonomico risponde alla crescente preferenza per protesi più piccole, favorendo un risultato discreto ma pieno.
Nel contesto statunitense, il tasso di capsular contracture è stato dello 0,5 percent a cinque anni su 451 pazienti che hanno ricevuto impianti Motiva, secondo lo studio FDA. Lo stesso dato è stato confermato in una revisione di 13 studi su 4.784 pazienti, rafforzando l’idea di una bassa incidenza di complicanze.
Preservé: una tecnica minimamente invasiva
La tecnica Preservé, sviluppata da Motiva, prevede l’inserimento dell’impianto sopra il muscolo con una piccola incisione di 3 cm nascosta nel solco. Nei principali studi clinici (330 interventi con follow-up medio di 18 mesi) non sono state registrate contratture capsulari gravi, rotture o malposizioni inferiori. Le complicanze più frequenti sono state un rippling dello 0,9 percent e una lieve malposizione verso l’alto dello 0,6 percent.
Altri potenziali rischi includono ematoma (0,3 % dei casi), sieroma (non osservato), e infezione, che nel più ampio studio sulle protesi Motiva è risultato dello 0,9 percent a tre anni. La capsular contracture grave, con la nuova tecnologia SmoothSilk, è rimasta allo 0,5 percent a cinque anni.
Domande da porsi prima di prenotare
Chi sta seguendo una terapia GLP-1 deve verificare con il chirurgo se il peso è stabilizzato e se è necessaria anche una mastopessi oltre all’impianto. È consigliabile che il chirurgo collabori con il medico che prescrive il farmaco, come fa la Dr.ssa Steve, per coordinare tempi e risultati. Inoltre, è utile chiedere quale materiale compone l’impianto e perché è stato scelto, soprattutto in caso di revisione di dispositivi più vecchi.
L’attuale mercato si orienta verso protesi di dimensioni contenute, con un focus sulla naturalità e sulla riduzione delle complicanze. La combinazione di tecnologie avanzate e di una selezione accurata delle pazienti rende la mastoplastica più sicura e personalizzata, rispondendo alle esigenze di chi ha perso peso grazie a GLP-1 senza sacrificare la forma del seno.



