Il documentario Naza premiato con il Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia ha scatenato una forte polemica in Israele. Il film, che racconta come l’esercito israeliano selezioni gli obiettivi da colpire nella Striscia di Gaza ha suscitato reazioni durissime da parte del governo israeliano.
Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha chiesto la revoca della cittadinanza ai registi Yuval Abraham e Rachel Szor definendo il film “ignobile” e accusando i registi di tradire lo Stato. “La libertà di espressione non è una licenza per tradire lo Stato”, ha scritto Zohar su X aggiungendo che “chi agisce contro Israele durante una guerra deve sapere che ciò avrà un prezzo”.
Le accuse del governo israeliano
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito intollerabile l’incitamento all’antisemitismo, soprattutto quando proviene dall’interno. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir noto esponente dell’estrema destra, ha commentato la vittoria del premio rivolgendosi ai registi: “Sono certo che i vostri amici, cioè i nostri nemici di Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte”.
Il documentario, prodotto dal quotidiano britannico Guardian raccoglie le testimonianze di militari e membri dell’intelligence israeliana che hanno partecipato alle operazioni nella Striscia di Gaza. Attraverso i loro racconti, il film mostra come l’esercito israeliano selezioni gli obiettivi da colpire e utilizzi sistemi informatici per individuare e classificare quelli potenziali. Inoltre, il documentario rivela come questi sistemi permettano di stimare in anticipo quanti civili potrebbero essere uccisi negli attacchi.
La procedura di revoca della cittadinanza
La revoca della cittadinanza è prevista dalla legge israeliana in casi di spionaggio, tradimento e terrorismo, ma è una procedura rara e complessa. Per avviarla sono necessari l’intervento del ministro dell’Interno, l’approvazione del ministro della Giustizia e infine la convalida di un giudice. Nonostante le dichiarazioni del ministro della Cultura, la revoca della cittadinanza non può essere decisa unilateralmente.
Dopo l’annuncio dell’assegnazione del premio a Naza, sia Zohar che Ben Gvir avevano criticato duramente Abraham e Szor. Il film è stato definito “spregevole” e i registi sono stati accusati di cercare “applausi dagli antisemiti nel mondo”.
Il precedente successo dei registi
Yuval Abraham e Rachel Szor avevano già girato No Other Land il film che nel 2025 aveva vinto l’Oscar come miglior documentario. Il film racconta le condizioni di vita degli abitanti di Masafer Yatta un’area vicina alla città palestinese di Hebron in Cisgiordania.
Il documentario Naza ha suscitato un’ampia discussione sia in Israele che all’estero, mettendo in luce le tecniche utilizzate dall’esercito israeliano e le conseguenze per i civili a Gaza. La polemica continua a infuriare, con il governo israeliano che cerca di limitare l’impatto del film e i registi che difendono il loro lavoro come un contributo necessario alla comprensione della realtà della guerra.



