Milano, anni Settanta. Una città in fermento, tra contestazioni studentesche e cambiamenti sociali. In questo scenario si incontrano Marcello Crivellini ed Emma Bonino, due giovani destinati a lasciare un segno indelebile nella storia dei diritti civili in Italia.
La loro storia d’amore, intensa e gioiosa, inizia in modo del tutto casuale. Marcello, laureato al Politecnico, e Emma, fresca di laurea in Bocconi, si conoscono mentre lavorano come commissari d’esame in un istituto tecnico. Non è un colpo di fulmine, ma una conoscenza graduale che sfocia in un amore duraturo.
L’incontro e l’inizio di un amore
Marcello ricorda con affetto quei tempi: «Non era un amore spiccio come quelli di quegli anni. Ci siamo conosciuti, usciti insieme, corteggiati a lungo. Emma era una ragazza elegante, con i suoi vestitini, e io un ragazzo normale. Facevamo una vita da ragazzi normali».
La loro relazione si consolida nel corso di due anni, fino a quando un evento inatteso cambia tutto: Emma scopre di essere incinta. Una notizia che, per lei, è una sorpresa assoluta. «Il suo ginecologo le aveva detto che non poteva avere figli, che era sterile», racconta Marcello.
La scelta di abortire e la battaglia per i diritti
La gravidanza non era pianificata e la scelta di interrompere la gestazione è immediata e condivisa. «Non abbiamo avuto mai alcun dubbio. Quella era una gravidanza sgradita. Emma non ha mai avuto dubbio. Io ero d’accordo con lei», spiega Marcello.
In un’epoca in cui l’aborto era clandestino e pericoloso, Emma riesce a trovare un medico a Firenze che pratica l’intervento per una cifra modesta. Marcello la accompagna, e quel viaggio diventa il punto di partenza di una battaglia politica che li vedrà protagonisti.
«L’aborto di Emma ha dato il via alla nostra battaglia per una legge che mettesse fine alla piaga degli aborti clandestini e crudeli. È diventata la battaglia del Partito radicale. Noi siamo diventati radicali per quella battaglia», racconta Marcello.
La disobbedienza civile e il successo della legge
La lotta per l’aborto legale diventa una causa personale e politica. Marcello ed Emma si impegnano attivamente, partecipando a campagne di disobbedienza civile e auto-denunce per farsi arrestare. «Tutto comincia nella piccola sede di Corso di Porta Vigentina dei radicali. Ma poi le donne che volevano abortire sono diventate così tante che avevamo aperto anche le nostre case», ricorda Marcello.
La loro battaglia ha un impatto significativo, contribuendo all’approvazione della legge sull’aborto che ha cambiato la vita di molte donne in Italia.
Ricordi di un amore intenso
Oltre alla battaglia politica, Marcello ed Emma condividono momenti di vita quotidiana e viaggi indimenticabili. «Un viaggio negli Stati Uniti, prima a New York poi in California. Noi due da soli. Quasi sempre facevamo viaggi in comitiva, in giro per l’Italia con un pulmino che ci prestava un prete», racconta Marcello.
Tra i ricordi più cari, Marcello cita anche la visita di Catterina, la madre di Emma, che arriva a casa sua con il suo attrezzo per fare gli gnocchi. «Buonissimi», ricorda con un sorriso.
La loro storia d’amore, pur tra alti e bassi, rimane un legame profondo. Emma conosce Giulia, la figlia di Marcello, e le due lavorano insieme. «Con lei Emma è sempre stata meravigliosa. Hanno anche lavorato insieme. Una volta ho fatto venire Giulia in Senato, lei era vicepresidente e l’ha portata in giro per tutto il Palazzo, spiegandole ogni cosa», racconta Marcello.
La storia di Marcello Crivellini ed Emma Bonino è un esempio di come l’amore e l’impegno politico possano intrecciarsi per cambiare il corso della storia. Un racconto di battaglie, viaggi e momenti di vita quotidiana che rimangono impressi nella memoria di chi li ha vissuti.



