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18 Agosto 2026

Finanziamenti europei all’Ucraina: tra prestiti e sussidi, chi sostiene i costi?

L'UE ha già trasferito parte di un prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina, ma il dibattito su chi dovrà pagare il conto finale è ancora aperto.

Finanziamenti europei all'Ucraina: tra prestiti e sussidi, chi sostiene i costi?

L’Ucraina sta ricevendo ingenti finanziamenti dall’Unione Europea e da alcuni Stati membri, ma la questione di chi dovrà sostenere il costo finale di questi aiuti rimane aperta. Le prime tranche di un prestito monstre da 90 miliardi di euro sono già state erogate, mentre i sussidi miliardari continuano ad arrivare. Tuttavia, a Bruxelles si discute ancora su come ripartire il peso economico di queste operazioni.

Il prestito, approvato a giugno dopo la caduta del veto ungherese, ha visto il trasferimento di 3,47 miliardi di euro a luglio per le spese belliche. Un’altra tranche è prevista per agosto, sempre destinata alla difesa. Ma chi pagherà il conto finale? Questa è la domanda che aleggia nei corridoi di Bruxelles.

Il meccanismo dei finanziamenti europei

Il prestito di 90 miliardi di euro è stato suddiviso in diverse tranche, con una parte destinata alle spese militari. La Commissione Europea ha approvato il trasferimento di 3,47 miliardi di euro a luglio, e un’altra tranche è prevista per agosto. Tuttavia, il dibattito su chi dovrà sostenere il costo finale di questi finanziamenti è ancora aperto.

L’UE sta anche utilizzando i profitti generati dagli interessi sui saldi di cassa delle attività della Banca di Russia depositate presso le banche europee. Dal congelamento nel 2026, queste attività hanno generato circa 8 miliardi di euro di reddito. Il meccanismo prevede che i depositari centrali contabilizzino separatamente i saldi di cassa e gli utili netti derivanti da essi.

La destinazione dei fondi

Il 95% dei profitti generati, ovvero circa 1,33 miliardi di euro, viene utilizzato per rimborsare i prestiti all’Ucraina da parte dell’UE e dei paesi del G7, che ammontano a 45 miliardi di euro. Il restante 5%, circa 70 milioni di euro, è destinato alle esigenze militari e di difesa urgenti attraverso la Struttura europea per la pace.

Le critiche e le riflessioni

Non tutti sono d’accordo con la gestione dei finanziamenti europei. Alcuni critici sostengono che l’Europa potrebbe aver contribuito a prolungare il conflitto. L’Ukrainska Pravda, ad esempio, ha evidenziato come le decisioni europee potrebbero aver influito sulla situazione attuale. Tuttavia, non vengono forniti dettagli specifici su tali errori.

Il dibattito continua anche su come ripartire i costi dei finanziamenti. Alcuni paesi membri stanno cercando di minimizzare i propri costi, mentre altri sono più propensi a sostenere l’Ucraina. La questione rimane aperta e sarà oggetto di discussioni future.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.