In un mondo dove la moda spesso segue tendenze effimere, Anfis Tassone rappresenta una ventata di autenticità e cultura. Questo giovane hairstylist, nato a New York da padre italiano e madre brasiliana e cresciuto a Rho, in provincia di Milano, sta riscrivendo le regole della bellezza con le sue acconciature per capelli afro.
La sua storia inizia tra le mura domestiche della sua migliore amica Naomi, di origine congolese. La madre di Naomi, conosciuta come ‘La signora delle treccine’, era una figura centrale nella comunità, e Anfis trascorreva ore a osservare e imparare l’arte delle treccine. Per lui, queste acconciature non sono mai state una semplice moda, ma un gesto di cura, comunità e identità.
Dalla passione alla professione: Anfis Tassone nella moda
La svolta nella carriera di Anfis arriva nel, quando riceve un messaggio su Instagram che lo porta a lavorare nel backstage di Fendi durante la Fashion Week. Questo incontro casuale lo introduce nel mondo della moda, dove inizia a collaborare con alcune delle più importanti Maison durante le settimane della moda.
Anfis ama la velocità e l’energia dei backstage, ma il suo vero fulcro sono i clienti personali. ‘Sono loro che hanno creduto in me quando nessuno mi conosceva’, racconta. Per lui, vedere una cliente uscire dallo studio sentendosi più bella e sicura di sé ha un valore immenso.
Le treccine afro: un viaggio culturale
Negli ultimi anni, le treccine e i protective styles sono diventati sempre più presenti sulle passerelle e nelle campagne moda. Anfis ha osservato un cambiamento significativo: ‘Quando ho iniziato, vedevo quasi sempre le stesse acconciature. Oggi, invece, realizzo faux locs, treccine molto elaborate, protective styles che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili in passerella.’
Le treccine hanno una storia profonda e significativa. Anfis sottolinea l’importanza di raccontarne il significato culturale. ‘Ogni cultura racconta una storia diversa attraverso i capelli. Le treccine hanno sempre rappresentato identità, appartenenza, resistenza, spiritualità e persino strumenti di comunicazione.’
Anfis distingue tra appropriazione culturale e apprezzamento culturale. L’appropriazione culturale non si verifica semplicemente quando una persona bianca si fa le treccine, ma quando si prende qualcosa da una cultura senza riconoscerne la storia o rispettarla. L’apprezzamento culturale, invece, parte dalla curiosità, dall’ascolto e dal rispetto.
L’universo creativo di Anfis Tassone
Le principali tipologie di braids e protective styles includono le cornrows, le stitch braids, le box braids, le boho braids e le Fulani braids. Anfis spiega che queste acconciature sono solo una piccola parte di un universo creativo enorme.
Anfis trae ispirazione dalle donne nere che ha incontrato nella sua vita, dai viaggi, dall’osservazione delle persone per strada e dai libri storici sulle acconciature africane. ‘Credo che per innovare bisogna prima conoscere quello che è stato fatto’, afferma.
Tra i suoi lavori preferiti ci sono il corto ‘Anfis ormai siam qua’ e lo shooting ‘Oshun e yemayà’. Anfis ammette di dover molto a Guido Palau, uno dei più grandi privilegi della sua carriera.
Il futuro delle treccine afro nella moda
Anfis spera di vedere più diversità non solo sulle passerelle, ma anche dietro le quinte. ‘Vorrei vedere più hairstylist afro, più professionisti specializzati, più persone capaci di far sentire ogni modello rappresentato.’
In Italia, purtroppo, siamo ancora molto indietro. Gli hairstylist davvero specializzati nel textured hair sono pochissimi. Anche per questo Anfis ha deciso di iniziare a insegnare: da ottobre partiranno i suoi corsi in presenza e online.
Anfis è pronto per firmare sempre più lavori con il suo nome. ‘Per tanti anni ho visto uscire immagini con acconciature realizzate da me senza essere nemmeno menzionato. Fa parte del percorso, ma oggi sento di essere pronto per assumermi una responsabilità diversa.’
Con la sua arte e il suo impegno, Anfis Tassone sta dimostrando che si può costruire una carriera restando fedeli ai propri valori. E se un giorno qualcuno deciderà di intraprendere questo mestiere perché ha visto il suo percorso, allora avrà lasciato qualcosa di più importante di una semplice acconciatura.



