La moda sta vivendo una trasformazione radicale, diventando un ecosistema complesso e globale dove creatività, industria, dati e cultura si integrano per creare valore economico ed esperienziale. Questo è stato il tema centrale della 7° edizione del Fashion & Luxury Talk organizzato da RCS Academy in collaborazione con il Corriere della Sera.
L’evento ha visto la partecipazione di oltre 820.000 spettatori su e sui canali social, con 29 relatori di spicco tra CEO, manager, imprenditori e direttori creativi delle principali aziende del settore moda e lusso. Tra i partecipanti, Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera ha introdotto il dibattito.
L’importanza dei dati e dell’AI nel settore moda
Uno dei temi principali affrontati durante il Fashion & Luxury Talk è stato il ruolo cruciale dei dati e dell’intelligenza artificiale nel settore moda. Beatrice Lemucchi, managing director & partner di BCG, ha evidenziato come il contesto attuale renda sempre più complesso fare previsioni. «Negli ultimi anni, più che di previsioni, parliamo di scenari. Nel 2026 il mercato è tornato a crescere tra il 2 e il 4% con performance differenziate tra le diverse aree geografiche. Gli Stati Uniti si confermano il mercato più dinamico».
Luca Tonello, CEO di Deda Stealth, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale diventerà un vantaggio competitivo quando le aziende saranno in grado di leggere e interpretare i propri dati. «In questo modo sarà possibile comprendere meglio gli scenari futuri e prendere decisioni più consapevoli».
L’evoluzione del retail e l’importanza dell’esperienza
Giuseppe Marsocci, amministratore delegato del Gruppo Armani, ha sottolineato come la continuità dei valori rappresenti un elemento distintivo per affrontare le trasformazioni del settore. «Il metodo Armani, basato sull’essenzialità che caratterizzava il suo modo di creare, si rifletteva anche nella gestione dei collaboratori e dell’azienda». Ha poi aggiunto che «la lettura del mercato è fondamentale. Il lusso esperienziale è un filone interessante e abbiamo deciso di investire nel mondo dell’hospitality».
Pietro Beccari, CEO & chairman di Louis Vuitton e CEO LVMH Fashion Group, ha evidenziato che «il retailtainment, che unisce retail e intrattenimento, è la direzione da seguire ma servono grandi capacità di investimento e di gestione del rischio. Il lusso, infatti, è un’emozione che i brand riescono a trasmettere attraverso prodotti di cui non abbiamo un reale bisogno».
L’innovazione e il supporto alle filiere
Diego Della Valle, presidente di Tod’s Group, ha ribadito il ruolo strategico delle filiere e dell’artigianato. «I grandi Gruppi devono sostenere le filiere, è fondamentale supportare le piccole imprese. L’artigianato, in particolare, va sostenuto con interventi urgenti, investendo in ricerca e innovazione, e con normative chiare e coerenti».
Roberto Massardi, Chief Business Development Officer del Prada Group, ha illustrato come l’innovazione nasca da curiosità e coraggio. «Sono così nati progetti che mettono insieme competenze diverse, dove i modellisti di Prada hanno lavorato con gli ingegneri. Siamo convinti che, nel lungo termine, lo spazio sarà al centro di progetti fondamentali per l’umanità, e che sia importante dare il nostro contributo in questa direzione».
Silvio Campara, amministratore delegato di Golden Goose, ha spiegato come sia riuscito a coinvolgere i giovani: «Ho avuto l’intuizione di trasformare la sneaker nel simbolo della Gen Z».
Il futuro della moda passa anche dall’innovazione e dal supporto alle filiere, come dimostrato dagli interventi dei principali esperti del settore durante il Fashion & Luxury Talk 2026.



