Il settore culturale italiano è in forte espansione, con un valore aggiunto di oltre 115 miliardi di euro e più di 1,5 milioni di occupati. Un ruolo cruciale in questa crescita è giocato dagli investimenti privati, che nel 2026 hanno raggiunto la cifra record di 1,9 miliardi di euro. Questo dato emerge da uno studio presentato in occasione del lancio della terza edizione di Eureka, la fiera delle imprese culturali e creative di Pordenone.
La cultura rappresenta un pilastro fondamentale per l’economia italiana, contribuendo per il 15,5% al PIL nazionale. Tuttavia, nonostante la spesa pubblica nel settore ammonti a circa 10,1 miliardi di euro, c’è ancora un ampio margine di crescita per gli investimenti privati. Questo è quanto emerge dai dati elaborati da Formules, una società di ricerca e consulenza per le imprese culturali e creative guidata da Guido Guerzoni, docente della Bocconi.
Il ruolo degli investimenti privati nella cultura italiana
Gli investimenti privati nella cultura italiana si articolano in tre categorie principali: individui, enti del Terzo settore e imprese. Le donazioni individuali oscillano tra gli 88,5 milioni e i 621,4 milioni di euro annui, a seconda delle fonti e dei metodi di calcolo utilizzati. Un contributo significativo arriva anche dal sistema del 5 per mille, che nel 2026 ha destinato 13,3 milioni di euro alla cultura.
Il Terzo settore, con oltre 148mila enti registrati e più di 4mila fondazioni attive, rappresenta una componente fondamentale. Le fondazioni di origine bancaria e quelle di impresa hanno erogato rispettivamente 256,5 milioni e 32 milioni di euro. Le imprese, infine, contribuiscono con circa 1,5 miliardi di euro, portando il valore totale degli investimenti privati a sfiorare i 2 miliardi di euro.
Il confronto con l’estero
Il confronto con altri Paesi europei dimostra che l’Italia ha ancora un ampio margine di crescita. Negli Stati Uniti, ad esempio, il contributo dei privati alla cultura ammonta a 20 miliardi di euro, mentre in Francia si attesta a 2,8 miliardi. La Germania è vicina all’Italia con 1,9 miliardi, mentre la Gran Bretagna e l’Olanda sono rispettivamente a 765 milioni e 389 milioni.
Eureka: la fiera delle imprese culturali e creative
La terza edizione di Eureka, in programma il 5 e 6 novembre a Pordenone, punta a creare un ponte tra cultura e impresa, favorendo nuove opportunità di sviluppo. La manifestazione, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia insieme a Pordenone Fiere, ospiterà oltre cento imprese culturali e stakeholder istituzionali, con un carnet di presenze che spazia dalla FAO a Il Sole 24 Ore Cultura passando per GetYourGuide.
Il format della fiera prevede esposizioni, workshop e incontri B2B, offrendo un’opportunità unica per le imprese culturali e creative di entrare in contatto con potenziali clienti e partner. La scorsa edizione ha visto la partecipazione di 103 imprese culturali e creative e oltre 350 incontri B2B.
La cultura è un settore in continua evoluzione, e gli investimenti privati giocano un ruolo cruciale nel suo sviluppo. Con eventi come Eureka e un crescente interesse da parte delle imprese, il futuro del settore culturale italiano appare sempre più promettente.


