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20 Giugno 2026

Maturità 2026: le tracce che esplorano identità, meraviglia e responsabilità

Le tracce della Maturità 2026 sorprendono con temi universali come identità, meraviglia e responsabilità, mettendo da parte l'attualità più urgente.

Maturità 2026: le tracce che esplorano identità, meraviglia e responsabilità

La Maturità 2026 ha presentato agli studenti una serie di tracce che, più che interrogarsi sull’attualità, invitano a una profonda riflessione su temi universali. Tra questi, spiccano identitàmeraviglia e responsabilitàlasciando da parte argomenti come guerra, bullismo e intelligenza artificiale.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha scelto di privilegiare riflessioni che vanno oltre la cronaca quotidiana, proponendo temi che toccano le domande fondamentali dell’esperienza umana. Questo approccio riflessivo ha suscitato discussioni, con chi apprezza la profondità dei temi e chi avrebbe preferito un maggiore legame con le problematiche attuali.

La meraviglia e la scienza: un equilibrio possibile

Tra le tracce più significative, spicca quella firmata da Wenke Husmann, che invita a riflettere sulla capacità di meravigliarsi nonostante la spiegazione scientifica dei fenomeni naturali. La giornalista tedesca, nel suo brano, pone una domanda cruciale: Esiste una versione adulta dell’incanto?.

Gli studi dell’Università di Berkeley, citati nel testo, sottolineano come la meraviglia abbia un impatto positivo sulla salute psicofisica, riducendo i livelli di infiammazione cellulare e di cortisolo. Nonostante ciò, la società moderna e l’età adulta tendono a sopprimere questa capacità, preferendo un approccio razionale che disinnesca il fascino del mistero.

Husmann racconta un’esperienza personale: l’osservazione dell’aurora boreale ad Amburgo insieme alla sua bambina. Questo episodio mostra come la meraviglia possa sopravvivere alle spiegazioni empiriche, mantenendo uno spazio per l’emozione e la scoperta.

Identità e confini: riflessioni su sé stessi e il mondo

Un’altra traccia significativa è quella tratta dal libro I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere di Frank Furedi. Questo testo invita gli studenti a riflettere sulla difficoltà di diventare adulti in un mondo dove i ruoli sono sempre più sfumati.

La traccia, valutata come inaspettata ma attuale, esplora il concetto di adultescenzaun termine che descrive la difficoltà di definire chiaramente i confini tra adolescenza e età adulta. Questo tema è stato reso ancora più rilevante dalla serie TV Adolescentche ha fatto riflettere molti sul ruolo dei genitori e sulla maturità dei figli.

Gli studenti sono chiamati a confrontarsi con domande profonde sul significato dell’età adulta e sui ruoli che oggi sono più che mai in evoluzione. La traccia invita a un’esplorazione personale e critica, mettendo in discussione le tradizionali divisioni tra giovinezza e maturità.

Memoria e democrazia: temi universali per una maturità riflessiva

Oltre a Husmann e Furedi, le tracce della Maturità 2026 includono contributi di Mario Calabresi, Piero Bianucci e Giuseppe Saragat. Calabresi riporta al centro il valore della fatica e dell’impegno, Bianucci riflette sul rapporto tra conoscenza e divulgazione scientifica, mentre Saragat porta al centro i principi della democrazia e della partecipazione civile.

Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, gli unici due autori appartenenti alla tradizione letteraria italiana, non vengono scelti per affrontare temi storico-letterari, ma per proporre riflessioni universali sull’identità, sul tempo e sulle aspettative che accompagnano la vita umana.

Queste tracce, nel loro insieme, sembrano seguire un filo comune: più che chiedere agli studenti di commentare ciò che accade nel mondo, li invitano a interrogarsi sul modo in cui ciascuno costruisce sé stesso all’interno del mondo. Memoria, identità, meraviglia, responsabilità, libertà, confine e cittadinanza diventano così parole chiave di una maturità che guarda meno alla cronaca e più alle grandi categorie dell’esperienza umana.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.