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1 Settembre 2026

Insulto sessista a Meloni in Aula: richieste di sospensione e polemiche politiche

Un commento del capogruppo M5S in commissione Esteri sulla "ginocchiera" rivolta al premier ha provocato reazioni dure del centrodestra, la replica diretta di Giorgia Meloni e richieste di sospensione e dimissioni per Francesco Silvestri

Insulto sessista a Meloni in Aula: richieste di sospensione e polemiche politiche

Alla Camera dei Deputatidurante le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeoil deputato Francesco Silvestri (M5S) ha usato l’espressione “ginocchiere” riferita alla premier Giorgia Meloniscatenando proteste e richieste formali di sospensione in Aula. L’episodio ha innescato una replica immediata della presidente del Consiglio e una raffica di interventi politici, con l’Ufficio di Presidenza chiamato a valutare eventuali sanzioni. Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026.

La vicenda è rilevante perché rilancia il tema del linguaggio istituzionale e del rispetto della dignità delle donne in politica, in un contesto di forte polarizzazione. Le parole pronunciate in Aula hanno generato una standing ovation dai banchi della maggioranza e una sequenza di condanne trasversali, spostando il confronto dal merito della politica estera alla questione del decoro parlamentare.

Le parole in Aula e la risposta della premier

Nel suo intervento, Silvestri ha sostenuto che il governo non avrebbe “rialzato la schiena” di fronte alle politiche di Donald Trump e Benjamin Netanyahuma avrebbe “indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. La frase ha provocato rumori, proteste e applausi contrapposticon la vicepresidenza impegnata a riportare l’ordine. La premier Meloni ha replicato in Aula: “Il rispetto delle donne non consiste nel dire che una donna ha indossato delle ginocchiere”. Ha aggiunto: “C’è una persona che, senza mai indossare delle ginocchiere, è arrivata dove è arrivata senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie”.

La risposta della presidente del Consiglio ha compattato i gruppi di centrodestrache si sono alzati in piedi tra applausi, spostando l’asse del dibattito dalla postura politica sulla scena internazionale al rispetto del ruolo istituzionale. In Aula si sono registrati momenti di forte tensione, con richiami all’ordine e la presa d’atto che alcuni deputati avevano accolto la battuta con applausi, contribuendo a inasprire la polemica.

Richieste di sanzione e gestione dell’ordine alla Camera

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera ha definito l’espressione “inaccettabile e indegna delle istituzioni repubblicane”, invocando l’applicazione del Regolamento della Camera e la sospensione del deputato. Sono state formalizzate richieste all’Ufficio di Presidenza perché valuti le sanzioni, con l’ipotesi, evocata da alcuni esponenti della maggioranza, di una responsabilità politica tale da spingere fino alle dimissioni. In parallelo, la vicepresidenza d’Aula ha espresso scuse per non aver colto immediatamente la portata del commento.

La gestione dei lavori è stata segnata da interruzioni, richiami e una crescente pressione sui vertici della Camera affinché delimitino il confine tra critica politica e offesa personale. Il nodo interpretativo ruota attorno all’eventuale carattere sessista dell’allusione e alla tutela del decoro parlamentare, con la maggioranza orientata verso provvedimenti esemplari e l’opposizione che ha tentato di circoscrivere il caso all’ambito del confronto politico.

Reazioni politiche trasversali e richieste al M5S

La polemica è uscita dall’Aula e ha toccato l’intero arco politico. Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha condannato i “valori” espressi dal deputato M5S, mentre il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha definito la frase “vergognosa e sessista”. Dal fronte della opposizionela deputata del Partito Democratico Valeria Valente ha giudicato il linguaggio “inopportuno”, osservando che si sarebbe potuta evitare un’espressione capace di generare fraintendimenti. La scrittrice Dacia Maraini ha ricordato che “l’avversario va sempre rispettato”, bollando il lessico usato come “insopportabile e indegno”.

Nella maggioranza, la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaroli ha chiesto scuse pubbliche e una censura formale da parte del leader M5S Giuseppe Conte. Il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami ha depositato la richiesta di applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento, compresa la sospensione dai lavorisottolineando la gravità delle parole e il segnale che la Camera dovrebbe inviare sul rispetto del ruolo femminile nelle istituzioni. La linea del centrodestra ha insistito sul fatto che il battibecco ha toccato la prima donna a ricoprire la carica di presidente del Consiglio.

Il chiarimento di Silvestri e il tema del linguaggio

Silvestri, capogruppo M5S in Commissione Esteriha successivamente precisato che il termine “ginocchiere” sarebbe stato usato come riferimento alla postura geopolitica del governo rispetto a Stati Uniti e Israele, non come allusione sessista. Il deputato ha parlato di “critica politica” rivolta alla presunta subalternità a leader internazionali e ha manifestato la disponibilità a partecipare a istruttorie interne per chiarire il contesto. Le sue spiegazioni non hanno però attenuato le richieste di sanzioni, con il centrodestra compatto nel leggere l’espressione come offensiva.

Il confronto si è concentrato su due piani: la libertà di critica nel recinto parlamentare e la difesa del decoro e della dignità femminile. La discussione, ora nelle mani degli organi interni della Camera, dovrà valutare il perimetro del linguaggio tollerabile in Aula alla luce del Regolamento e dei precedenti. Nell’immediato, la vicenda delle “ginocchiere” è diventata un caso simbolo della tensione verbale in Parlamento, con richieste disciplinari, appelli al rispetto delle istituzioni e un dibattito che resta aperto sul confine tra critica legittima e offesa personale.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.