L’11 e 12 maggio 2026 si è svolto a Vilnius Tech un incontro chiave del progetto finanziato da Horizon Europe JUST FASHION, dedicato a favorire una transizione ecologica e digitale del settore moda. Le giornate hanno offerto uno spazio di scambio tra partner europei per valutare i risultati conseguiti finora e per definire le tappe successive del percorso progettuale.
Alla due giorni ha partecipato anche ART-ER, che ha portato esperienze pratiche e un caso pilota sviluppato in Emilia-Romagna con l’azienda Staff Jersey di Carpi. Il meeting ha bilanciato momenti informativi e sessioni operative focalizzate su metriche di impatto, modelli economici e piani per la gestione del rischio climatico lungo la filiera.
Priorità emerse durante il meeting
Tra i temi centrali sono emersi i modelli di business adattati alle PMI e gli indicatori di sostenibilità che possano essere realmente applicati in contesti produttivi limitati. Le sessioni pratiche hanno cercato di tradurre concetti teorici in strumenti concreti, con workshop per definire metriche utili e replicabili. È stata ribadita l’importanza di bilanciare la profondità tecnica delle misure con la semplicità d’uso, per evitare che strumenti avanzati diventino un ostacolo per le realtà più piccole.
Sviluppare metriche utili per le PMI
Durante i workshop si è discusso di come costruire indicatori di impatto che siano robusti ma non eccessivamente complessi: l’obiettivo è consentire alle PMI di misurare e migliorare le proprie performance ambientali senza sovraccaricare risorse. In questo contesto sono state presentate proposte che coniugano semplicità operativa e rigore metodologico, ponendo l’accento sulla qualità dei dati raccolti lungo la filiera.
Il caso pilota ART-ER e Staff Jersey
ART-ER ha illustrato il percorso sperimentale condotto con Staff Jersey, che rappresenta un esempio pratico di come le tecnologie digitali possano facilitare la tracciabilità e la trasparenza. Il progetto pilota include l’adozione del Digital Product Passport (DPP) e la sperimentazione della modellazione 3D applicata ai prodotti: strumenti pensati per incrementare la conoscenza lungo la catena del valore e per abilitare nuove forme di comunicazione verso il consumatore.
Sperimentazione del DPP e della modellazione 3D
L’implementazione del DPP nel caso pilota è stata accompagnata dalla definizione di repertori di dati essenziali e dalla prova di flussi informativi digitali. Parallelamente, la modellazione 3D è stata testata come mezzo per ridurre prototipazione fisica e per aumentare la precisione nella progettazione. Entrambe le tecnologie sono state valutate non solo per il loro potenziale tecnico, ma anche per la capacità di migliorare la trasparenza della filiera e l’efficienza operativa.
Criticità, lezioni apprese e prospettive
Dal confronto sono emersi elementi chiave: la necessità di migliorare la qualità e l’omogeneità dei dati lungo la filiera, e la sfida di trovare un punto di equilibrio tra complessità tecnica e usabilità per l’utente finale. Queste osservazioni hanno portato i partner a ripensare alcune soluzioni, orientandole verso standard condivisi e pratiche che facilitino l’adozione su scala più ampia.
Collaborazione e prossimi passi
Il meeting ha confermato che la collaborazione tra ricerca accademica, agenzie territoriali come ART-ER e il mondo delle PMI è fondamentale per trasformare in pratica i principi dell’economia circolare. I partner hanno concordato di proseguire con la condivisione di strumenti e dati, rafforzare i piloti territoriali e sviluppare linee guida replicabili per le imprese europee.
Verso un’applicazione estesa
Le conclusioni del meeting sottolineano l’importanza di preservare un approccio multidisciplinare: solo integrando competenze tecniche, know-how territoriale e capacità produttiva delle PMI sarà possibile rendere la transizione accessibile e sostenibile per l’intero comparto moda europeo.


