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12 Luglio 2026

Dove è stato girato lo chiamavano Trinità e perché la scena dei fagioli è reale

un viaggio tra Lazio e Abruzzo per riscoprire le ambientazioni di Lo chiamavano Trinità, i protagonisti e il curioso dietro le quinte della celebre mangiata di fagioli

Dove è stato girato lo chiamavano Trinità e perché la scena dei fagioli è reale

Il film Lo chiamavano Trinità è entrato nell’immaginario collettivo come uno degli esempi più riusciti di spaghetti western ironico e popolare. Con la coppia Terence Hill e Bud Spencer al centro, la pellicola mescola azione, commedia e paesaggi italiani, creando scene e ritmi che sono rimasti impressi nelle generazioni successive.

Questo articolo ricompone le scelte di produzione, i luoghi di ripresa, i protagonisti e alcuni retroscena curiosi, mantenendo tutti i fatti noti: dal regista Enzo Barboni, accreditato come E.B. Clucher, fino al particolare sacrificio compiuto dall’attore per rendere credibile una scena ormai cult.

Dove è stato girato il film

Contrariamente ad altri film del genere che hanno sfruttato le pianure spagnole, Lo chiamavano Trinità è stato interamente realizzato in Italia. Le riprese esterne si sono concentrate tra Lazio e Abruzzo, territori scelti per la varietà di paesaggi: dall’altopiano roccioso alle forre più aride. Questa scelta ha permesso al film di avere scenari realistici senza uscire dai confini nazionali.

Luoghi principali delle riprese

Tra i set più importanti figurano l’altopiano di Camposecco e il comune di Camerata Nuova in provincia di Roma, location predilette per le scene all’aperto. A queste si aggiungono punti ben riconoscibili come Campo Imperatore e le cascate di Monte Gelato, che hanno fornito sfondi naturali e atmosfere diverse utili alla narrazione visiva.

Altri set e interni

La sequenza in cui Trinità attraversa il deserto sdraiato sulla sua treggia è stata girata in Valle Gelaria, una zona vicina all’autostrada A91 che conduce all’aeroporto di Fiumicino. Le scene d’interno, come il saloon, sono state invece realizzate presso gli studi cinematografici della De Laurentiis in via Pontina, tra Roma e Terracina, dove si potevano controllare luci, scenografie e continuità in modo più agevole.

Il cast e il ruolo del regista

Al centro del film ci sono due figure indimenticabili: Terence Hill e Bud Spencer, rispettivamente Trinità e Bambino. Dietro la macchina da presa c’era Enzo Barboni, che usò lo pseudonimo E.B. Clucher. In origine Barboni aveva pensato ad attori diversi per i ruoli principali, ma fu la coppia Hill/Spencer a proporsi e a convincerlo, segnando così l’inizio di un sodalizio artistico molto fortunato.

Altri interpreti

Nel cast compaiono anche nomi come Farley Granger, Remo Capitani, Elena Pedemonte e Gisela Hahn, che completano l’insieme di personaggi intorno ai quali si sviluppa la trama. La loro presenza contribuisce a bilanciare toni comici e momenti più drammatici, tipici di questo filone di cinema popolare.

Il celebre dietro le quinte: la scena dei fagioli

Una delle sequenze più ricordate è quella in cui Trinità entra nella locanda e divora un’intera padella di fagioli. L’effetto visivo non è frutto di trucco: Terence Hill, il cui vero nome è Mario Girotti, si preparò in modo non convenzionale per rendere la scena autentica.

Il digiuno e il realismo

Per ottenere una voracità credibile, l’attore digiunò per 36 ore prima delle riprese. Quando il regista diede il via al ciak, la fame era reale e la padella di fagioli borlotti venne consumata interamente insieme a un filone di pane, senza finzioni. Questo esempio mostra quanto talvolta gli interpreti possano spingersi oltre per ottenere verosimiglianza scenica.

Impatto sulla percezione del personaggio

La scelta di usare il digiuno per la scena rafforza il carattere di Trinità: un pistolero abile ma pigro, che vive a modo suo. La mangiata diventa così un elemento di costruzione del personaggio più che una semplice gag, contribuendo al tono leggero e iconico che distingue il film.

Trama in breve e lascito culturale

La storia racconta le avventure di Trinità, un gunman svogliato, e del fratello Bambino, che si finge sceriffo per nascondere la sua vita da ladro di cavalli. Insieme difendono una comunità di mormoni minacciata da un maggiore prepotente, intrecciando amore, battaglie e una grande scazzottata finale che consacra il trionfo del bene.

Il film del 1970 ha lasciato una traccia duratura nella cultura pop italiana: dalla colonna sonora ai gesti dei protagonisti, molte immagini e momenti sono entrati nel linguaggio comune. Ancora oggi le location e gli aneddoti del set attirano l’interesse di appassionati e cinefili desiderosi di ripercorrere le orme di Trinità e Bambino.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.