La seconda edizione di FORMA 2026 si è svolta dall’8 al 9 maggio 2026 presso il Centro Congressi La Nuvola a Roma, offrendo un palcoscenico dedicato alla formazione nel settore della moda. L’evento ha messo in relazione dieci istituzioni formative con migliaia di studenti attraverso talk, workshop, performance e installazioni, creando momenti di scambio tra giovani creativi e professionisti affermati. La manifestazione è stata promossa dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e dalla Regione Lazio, con la direzione artistica curata da From Studio.
Un laboratorio collettivo per le nuove generazioni
La rassegna ha puntato sul ruolo delle accademie come culla dei talenti: secondo i dati illustrati dagli assessori, nelle scuole di moda di Roma e del Lazio frequentano oltre 25.000 studenti, ai quali si sono aggiunti circa 2.500 nuovi iscritti. Questa platea ampia è al centro di una strategia volta a consolidare il territorio come punto di riferimento nella filiera della moda, dalla didattica alle competenze tecniche digitali. L’assessore Onorato ha sottolineato come la formazione non sia solo investimento sul futuro, ma una risorsa viva per il presente del settore.
Le istituzioni coinvolte
Alla base di FORMA 2026 c’è la collaborazione tra le principali scuole: Accademia Costume & Moda, Accademia del Lusso, Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia di Belle Arti di Frosinone, Koefia, Accademia Italiana, IED, MAM – Maiani Accademia Moda, NABA e RUFA. Le accademie hanno organizzato showcase dal vivo, laboratori e installazioni che hanno permesso agli studenti di presentare prototipi, collezioni e progetti multimediali davanti a un pubblico di professionisti e appassionati.
Ospiti, palinsesti e spazi ampliati
La manifestazione ha visto la partecipazione di figure internazionali e italiane di primo piano: tra gli ospiti Maria Grazia Chiuri (Direttrice Creativa di Fendi), Nicolò Filippucci, Lavinia Biagiotti, Etienne Russo, Carolina Cucinelli, Sara Sozzani, Francesca Ragazzi, Ellen Hodakova Larsson e Olivier Theyskens. L’edizione ha ampliato gli spazi espositivi includendo un piano inferiore dell’Auditorium destinato allo Speaker Corner, dove si sono alternati incontri, presentazioni e performance. I momenti pubblici hanno offerto ai giovani l’opportunità di ricevere feedback diretti e consigli pratici da chi opera giornalmente nel sistema moda.
Talk e performance
I talk hanno toccato temi che vanno dalla leadership femminile alla gestione creativa delle maison storiche, mentre le performance e le installazioni hanno trasformato i corridoi della Nuvola in un laboratorio di sperimentazione. Numerose sessioni hanno esplorato l’uso di macchinari digitali e intelligenza artificiale applicati alla progettazione e alla produzione, evidenziando come le competenze tecniche si stiano integrando ai linguaggi estetici contemporanei.
Il tema: identità contemporanea e subculture
Il filo conduttore dell’edizione è stato “Identità contemporanea: l’abito, le community e il riconoscersi”, con particolare attenzione alle subculture. Le installazioni hanno indagato il rapporto tra abito e appartenenza, mostrando come gruppi culturali alternativi utilizzino il vestire come strumento di resistenza e differenziazione rispetto alla cultura dominante. Le subculture sono state presentate come pratiche vive che rifiutano l’omologazione, ridefiniscono ruoli di genere e rivendicano il diritto alla differenza in tempi segnati dall’accelerazione tecnologica e dalla pressione del mercato.
La Regione Lazio, rappresentata dall’assessore Roberta Angelilli, ha ribadito l’importanza della filiera: a fine 2026 il territorio contava quasi 20.000 imprese di moda nel Lazio, di cui oltre 14.000 a Roma, con un export che supera il miliardo di euro. Il piano regionale dell’artigianato ha stanziato supporti mirati, tra cui 1,2 milioni di euro in contributi e l’annuncio di un bando di più ampia portata per le attività artigianali.
In chiusura, FORMA 2026 ha riaffermato il valore di mettere in rete istituzioni formative, creativi e aziende per costruire un ecosistema sostenibile della moda. La manifestazione, nata nel 2026 e giunta alla sua seconda edizione, conferma l’idea che la formazione condivisa e il dialogo intergenerazionale siano leve essenziali per innovare un settore che guarda con attenzione sia alla tradizione artigiana sia alle nuove tecnologie.



