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18 Luglio 2026

Montepremi e regole di LOL – Chi ride è fuori: che fine fa il premio

Il premio di LOL - Chi ride è fuori è consistente ma vincolato: ecco chi lo riceve davvero e come funziona il meccanismo del gioco

Montepremi e regole di LOL - Chi ride è fuori: che fine fa il premio

LOL – Chi ride è fuori è diventato un punto di riferimento per chi cerca intrattenimento televisivo leggero e competitivo. Basato sul format ideato da Hitoshi Matsumoto e distribuito in Italia da Prime Video, lo show mette a confronto dieci comici professionisti rinchiusi in una stanza con l’obiettivo di far ridere gli altri senza cedere a loro volta. Il programma è noto non solo per le gag e gli scontri verbali, ma anche per un elemento che interessa pubblico e partecipanti: il montepremi e la sua destinazione.

In molte edizioni il premio finale rimane una cifra significativa, ma non finisce nelle tasche del vincitore. Questo particolare aspetto rende LOL più simile a una competizione con finalità sociali che a un semplice reality economico: il premio di 100.000 € viene infatti devoluto a scopi di beneficenza, scelta che ha caratterizzato le stagioni passate e contribuisce all’identità del programma.

Il formato del gioco e le regole principali

Il nucleo del format è immediato: dieci partecipanti hanno un tempo limitato, solitamente sei ore, per intrattenere e provocare risate negli altri concorrenti. Le regole utilizzano un sistema a cartellini: il cartellino giallo segnala un’ammonizione, mentre il cartellino rosso determina l’espulsione dal gioco. Gli host, che osservano dalla control room, possono interrompere la prova e assegnare sanzioni, oltre a impartire ordini o suggerire input comici.

Varianti e strumenti del gioco

Con il progredire delle stagioni sono state introdotte meccaniche aggiuntive come l’arma letale della risata o il disturbatore: figure esterne che entrano nel gioco per disturbare i concorrenti rimasti, obbligandoli a resistere alla tentazione di ridere. Altre regole vietano di coprirsi la bocca o di usare oggetti per bloccare fisicamente la risata, aumentando la difficoltà e la creatività delle gag.

Chi vince e che uso si fa del montepremi

Il vincitore è l’ultimo concorrente rimasto in gioco e, tradizionalmente, si aggiudica un premio di 100.000 €. Tuttavia, il punto fondamentale è che questa somma non viene incassata personalmente: è destinata interamente a una o più associazioni scelte dal vincitore o concordate durante l’edizione. Questa scelta ha trasformato il premio in uno strumento di solidarietà più che in una ricompensa economica per il comico trionfante.

Esempi concreti dalle edizioni passate

Nel corso delle stagioni diverse devoluzioni hanno segnato la storia del programma: Ciro Priello, vincitore della prima edizione, ha donato il premio ad ActionAid; Maccio Capatonda, trionfatore dell’edizione successiva, ha scelto il WWF Italia. In altre stagioni si sono verificati casi particolari: nella terza edizione due concorrenti hanno deciso di accordarsi su un pareggio e destinare il premio ad associazioni come AS.IT.O.I. e ABEO, mentre in una successiva edizione il vincitore ha condiviso la somma con il secondo classificato, destinando quote a realtà come AVIS, Airc, PizzAut e Dynamo Camp.

Perché il meccanismo del premio conta tanto per il pubblico

La decisione di devolvere il montepremi in beneficenza aggiunge una dimensione etica al programma e aumenta l’interesse del pubblico: lo spettacolo resta comico ma acquista valore sociale, trasformando la risata in un’occasione per raccogliere fondi e visibilità per cause rilevanti. Questa scelta influenza anche la percezione dei concorrenti, che vengono visti come ambasciatori di iniziative benefiche oltre che interpreti di comicità.

In sintesi, LOL – Chi ride è fuori combina l’adrenalina della competizione con l’impatto positivo del dono: le regole serrate del gioco, l’originalità delle strategie comiche e la destinazione del premio rendono il format unico nel panorama dell’intrattenimento moderno.

Autore

Susanna Cardinale

Susanna Cardinale ha ritrovato una serie di lettere d'epoca nel fondo parrocchiale di Verona, fonte di un approfondimento sulla memoria cittadina; è collaboratrice storica che redige dossier e guide tematiche. Ha studi letteratura e partecipa a letture pubbliche nelle librerie veronesi.