Viviana Mazza è una figura riconosciuta nel giornalismo italiano per il suo lavoro sul campo e per i libri rivolti a bambini e ragazzi. Dopo anni di reportage in aree di crisi e collaborazioni con testate nazionali e internazionali, ha assunto il ruolo di corrispondente dagli Stati Uniti per il Corriere della Sera. Le recenti conversazioni telefoniche con Donald Trump hanno portato il suo nome al centro di un acceso dibattito diplomatico e mediatico, mostrando come il lavoro di cronista possa intrecciarsi con la geopolitica contemporanea.
Formazione e primi passi nella professione
Originaria di Catania, Viviana Mazza è nata il 15 giugno 1978 e ha completato gli studi classici prima di laurearsi in Scienze della comunicazione all’Università di Torino nel 2001. Grazie a una borsa Fulbright ha ottenuto un master in giornalismo alla Columbia University di New York nel 2004 e un Graduate Diploma in Refugee Studies all’American University in Cairo nel 2005. Questi percorsi formativi hanno contribuito a costruire una solida base metodologica per il suo lavoro di cronista e corrispondente.
I primi incarichi e le collaborazioni
Dopo la laurea ha mosso i primi passi nella cronaca locale e internazionale: è stata reporter per il Giornale di Sicilia nel 2001 e ha lavorato come assistant editor per Egypt Today tra il 2005 e il 2006. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate come La Stampa e The Independent, rafforzando la propria esperienza nel racconto di temi internazionali e nella copertura del Medio Oriente.
Specializzazioni, reportage e riconoscimenti
Entrata nella redazione Esteri del Corriere della Sera nel 2006, si è specializzata nella copertura degli Stati Uniti e del Medio Oriente, firmando reportage da paesi come Pakistan, Afghanistan, Nigeria, Siria, Iraq, Iran ed Egitto. Il suo lavoro sul campo, spesso in contesti difficili, le ha valso riconoscimenti professionali: nel 2010 ha ricevuto il Premio Giornalistico Marco Luchetta per i servizi dedicati ai bambini nelle zone di conflitto. Nel 2015, insieme al collega Paolo Valentino, è stata tra i primi giornalisti europei a intervistare il presidente iraniano Hassan Rouhani dopo la sua elezione, un fatto che ha segnato ulteriormente il suo profilo internazionale.
Temi e approccio
La Mazza è nota per l’attenzione alle storie umane e ai diritti, con uno stile che privilegia i reportage sul terreno e il racconto delle vite colpite da crisi. Il suo lavoro combina competenze di analisi politica con la capacità di restituire al lettore il contesto umano delle notizie, rendendolo un punto di riferimento per chi cerca approfondimenti su conflitti e migrazioni.
Il ruolo al Corriere, gli Stati Uniti e l’attività di scrittrice
Dal 1º novembre 2026 è corrispondente dagli Stati Uniti per il Corriere della Sera, la seconda donna nella storia del quotidiano a ricoprire questo incarico. Il trasferimento a Brooklyn con la famiglia è avvenuto nel novembre 2026 per seguire da vicino la politica americana, le campagne elettorali e i processi che hanno riguardato figure di primo piano. Nella sua attività giornalistica ha spesso viaggiato con il seguito stampa in occasione di vertici internazionali come G7 e G20, occupandosi anche della cronaca politica quotidiana.
Libri per ragazzi e temi trattati
Parallelamente al lavoro di reporter, Mazza è autrice di numerosi testi rivolti ai giovani, pubblicati soprattutto da Mondadori. Tra i titoli più noti ci sono Storia di Malala (2013), Il bambino Nelson Mandela (2014) e Ragazze rubate (2016-2017, con Adaobi Tricia Nwaubani). Altri lavori affrontano temi ambientali, sociali e culturali come Guerrieri di sogni (2018), Greta. La ragazza che sta cambiando il mondo (2019) e Il potere della musica (2026), dimostrando un forte impegno nel promuovere storie di coraggio e diritti.
Le telefonate con Donald Trump e le implicazioni diplomatiche
La vicenda che ha attirato grande attenzione riguarda due conversazioni telefoniche tra Mazza e Donald Trump. La prima risale al 7 marzo 2026, quando il presidente parlò con toni positivi di una leader europea; la seconda è avvenuta il 14 aprile 2026, alle 7:56 ora di Washington, e durò sei minuti e mezzo. In quest’ultima chiamata Trump ha espresso forte delusione per la posizione assunta dalla premier italiana sul coinvolgimento in questioni energetiche e sullo Stretto di Hormuz, sottolineando un mutamento rispetto a quanto detto a marzo. La pubblicazione dell’intervista integrale sul Corriere della Sera, inclusa la versione in inglese, ha scatenato reazioni politiche e diplomatiche in Italia.
Conseguenze e reazioni
La giornalista ha raccontato i retroscena della telefonata in diverse trasmissioni, spiegando di aver chiamato un numero al quale aveva accesso e di aver registrato una conversazione diretta con il presidente. Le dichiarazioni di Trump hanno sollevato commenti nel panorama politico italiano e internazionale, contribuendo a un dibattito su alleanze, energia e immigrazione. L’episodio ha messo in luce il ruolo dei corrispondenti nel mediare informazioni sensibili tra leader e opinione pubblica.
Vita privata e presenza online
Viviana Mazza è riservata sulla sfera personale: pur essendo sposata e madre, parla poco di famiglia sui social. Vive a Brooklyn dal novembre 2026 e gestisce una presenza professionale su X e Instagram, dove condivide aggiornamenti di lavoro e reportage. Parla correntemente inglese e spagnolo e ha conoscenze di arabo, strumenti che le permettono di coprire temi internazionali con maggiore efficacia e profondità.



